Attualità

Allarme. Ebreo accoltellato, a Milano è allerta

venerdì 13 novembre 2015
Allerta "ai livelli massimi" a Milano dopo l'accoltellamento giovedì sera di un esponente della comunità ebraica. La Prefettura ha immediatamente intensificato la vigilanza agli obiettivi sensibili e il viceprefetto vicario Giuseppe Priolo, ha convocato con urgenza un Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica. Dell'aggressione ha parlato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ci deve essere un "impegno araddoppiare la vigilanza e la prevenzione, che è molto attenta,ma che va sempre costantemente rafforzata" ha detto commentando a Ferrara l'accoltellamento di Nathan Graff. La sensazione è "diallarme, come tutti i fatti di violenza e di sangue".Sarà intanto il pool dell'antiterrorismo, guidato dal procuratore aggiunto, Maurizio Romanelli, a occuparsi dell'aggressione di Nathan Graff, il 40enne di nazionalità israeliana e genero di uno dei rabbini della comunità ebraica milanese, ferito in via San Gimignano, nel quartiere ebraico del capoluogo lombardo. Al momento, tuttavia, non è ancora chiaro se l'aggressione abbia avuto uno sfondo antisemita e se, quindi, potrebbe essere contestata la finalità dell'odio razziale. Per ora resta sicuramente l'ipotesi di tentato omicidio come la più plausibile tra quelle al vaglio della Procura. A far propendere gli inquirenti per questa strada, sono le modalità dell'agguato: l'uomo, armato di coltello, avrebbe colpito più volte (7 i fendenti tirati alla schiena e al volto) mettendo a repentaglio la vita di Graff. La vittima è stata operata all'ospedale di Niguarda e la prognosi è di 30 giorni. Nel frattempo dunque è stata disposta "l'intensificazione ai massimi livelli del sistema di sicurezza generale, di prevenzione e di controllo del territorio" e in particolare "delle misure di vigilanza presso gli obiettivi ebraici e/o riconducibili allo Stato di Israele". Secondo le prime indagini, l'uomo era rientrato a Milano dopo una giornata di lavoro, riaccompagnato da due amici che lo hanno lasciato nei pressi di casa. Stava camminando, da solo, quando l'aggressore lo ha colpito. I racconti dei testimoni sono al momento contraddittori e le fonti investigative per ora smentiscono che l'aggressore abbia urlato qualcosa mentre colpiva e non confermano che indossasse un passamontagna. Gli inquirenti hanno acquisito le immagini delle numerose telecamere della zona, ma allo stato attuale non ci sono conferme su una loro utilità. Immediate le prese di posizione. "Manteniamo i nervi saldi", ha invitato Renzo Gattegna, presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. "C'è chi vorrebbe spaventarci costringendoci a cambiare le nostre abitudini e la nostra quotidianità, quello che siamo con orgoglio da millenni. Ma è una battaglia persa. Noi andremo avanti senza farci intimidire. La vita vincerà sempre sulla morte e sulla violenza". "È l'episodio più grave che si sia mai verificato a Milano", ha commentato il co-presidente della Comunità ebraica di Milano, Raffaele Besso. "Dobbiamo constatare che l'appello dell'Is di colpire gli ebrei ovunque si trovino purtroppo sta facendo proseliti" ha aggiunto la presidente della Comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello. Sul movente, al momento, non ci sono elementi chiari."Un fatto gravissimo che non può e non deve restare impunito". Lo ha scritto il sindaco di Milano Giuliano Pisapia sul suo profilo Facebook. "Voglio esprimere la mia profonda indignazione, la mia solidarietà a Nathan Graff e alla sua famiglia - si legge ancora -  e ribadire con forza che chiunque, indipendentemente dalla religione, dal colore della pelle, dall'orientamento sessuale, deve poter esprimere la propria identità senza incorrere in atti di intolleranza e violenza nella Milano dei Diritti, come in tutto il mondo".