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Ong. A terra i 215 della Geo Barents e i 35 della Humanity. Scontro su Ocean Viking

Redazione Internet mercoledì 9 novembre 2022

Migranti a bordo della Ocean Viking scrutano l'orizzonte, al largo delle coste siciliane

Prima notte senza naufraghi a bordo per le due navi di Ong, la Humanity 1 e Geo Barents di Medici senza frontiere, ormeggiate, rispettivamente, da sabato e da domenica nel porto di Catania. Tutte le persone che erano rimaste a bordo dopo la prima operazione di «sbarco selettivo» sono state fatte scendere a terra martedì sera e portate in un impianto sportivo di proprietà del Comune, il Palaspedini, accanto allo stato Angelo Massimo.

Resta aperto il caso della Ocean Viking, nave battente bandiera norvegese gestita dalla Ong francese Sos Mediterranee. Questa mattina il portavoce del governo francese ha ribadito che l'Italia deve "svolgere il suo ruolo" e "rispettare gli impegni europei" accogliendo la nave Ocean Viking su cui sono bloccati centinaia di migranti. "La barca si trova attualmente nelle acque territoriali italiane, ci sono regole europee estremamente chiare che sono state peraltro accettate dagli italiani che sono, di fatto, i primi beneficiari di un meccanismo europeo di solidarietà finanziaria", ha aggiunto il portavoce del governo francese Oliver Véran, aggiungendo che "l'attuale atteggiamento del governo italiano, e in particolare le dichiarazioni e il rifiuto di far attraccare questa barca" è "inaccettabile".

«Di fronte al silenzio dell’Italia e a causa dell’eccezionalità della situazione, la Ocean Viking è costretta a richiedere un Porto sicuro alla Francia» aveva fatto sapere in una nota la Ong Sos Mediterranee nella serata di martedì. «Si prevede che la Ocean Viking arriverà nelle acque internazionali adiacenti alla Corsica il 10 novembre. Questa soluzione estrema è il risultato di un fallimento gravissimo e drammatico di tutti gli Stati membri dell’Unione Europea e degli Stati associati, che non sono stati in grado di indicare un Porto sicuro alla nostra nave».

La Francia si era detta disponibile "a prepararsi ad aprire il porto di Marsiglia alla nave Ocean Viking, o nella notte fra mercoledì e giovedì o nella giornata di giovedì. Dipenderà da quando lascerà il sud del Mediterraneo". Dal 27 ottobre, la Ocean Viking aveva inviato quotidiane richieste di assistenza per trovare un Porto sicuro per i 234 sopravvissuti all’RCC più idoneo, cioè quello italiano. Senza alcun risultato. E dal 2 novembre le richieste quotidiane di cooperazione e coordinamento per l’individuazione di un Porto sicuro per i 234 naufraghi erano state rivolte anche ai Centri di coordinamento del soccorso in mare di Francia, Spagna e Grecia, ovvero i più vicini in grado di supportare i centri di coordinamento precedentemente contattati. Senza alcun risultato.

Approdati a Reggio Calabria gli 89 salvati dalla Rise Above

Sono approdati stamani a Reggio Calabria i naufraghi salvati dalla Rise Above, la nave della ong tedesca Mission Lifeline che incrociava fuori dalle acque territoriali italiane e che lunedì sera ha ottenuto l'assegnazione del "porto sicuro". Tutti gli 89 migranti a bordo, tra cui una quarantina di minori compresi 8 bambini piccoli, sono scesi a terra. Le operazioni, coordinate dalla Prefettura, si sono concluse poco dopo le 9.

Le autorità italiane non hanno concesso ai componenti dell'equipaggio di scendere dalla nave.

I migranti provengono da Costa d'Avorio, Guinea Tunisia, Egitto, Camerun, Burkina Faso e Liberia. Ultimato lo sbarco, vengono portati nella palestra della scuola "Boccioni" di Gallico, nella zona nord di Reggio Calabria, in attesa di essere trasferiti secondo il riparto stabilito dal ministero dell'Interno.

L'assegnazione del "porto sicuro" alla Rise Above, e non alle navi delle altre due ong, è dovuto al fatto che il soccorso effettuato dalla ong tedesca è considerato dalle autorità italiane un evento Sar, a differenza di quelli effettuati dalle altre due.

Ansa

"Psicologicamente fragili": anche i 215 della Geo Barents e i 35 della Humanity 1 potranno scendere a terra

In serata si è sbloccata anche la situazione della Geo Barents di Medici senza frontiere. L'equipe medica dell'Asp di Catania ha dichiarato pazienti psicologicamente fragili i 215 migranti a bordo, che quindi sono stati fatti sbarcare. La notizia è stata accolta da grande felicità a bordo. È un grande sollievo soprattutto per "loro noi siamo stanchi ma sono loro che hanno bisogno di cura.
C'è una grande gioia a bordo. Da qui non si sente ma vi assicuro che sono molto felici. Persone che piangono e urlano di gioia", ha spiegato il capodelegazione di Medici senza frontiere, Juan Matias Gil annunciando l'imminente sbarco di tutti i migranti dalla Geo Barents.
Il capo missione Juan Mattias Gil ha fatto sapere che dopo un giorno di riposo e "il tempo di fare rifornimento", "ritornerà in mare a salvare vite umane" nonostante il decreto ministeriale sulle Ong perché, ha spiegato, "non ci possiamo fermare".

Nella serata di martedì I medici catanesi si sono poi trasferiti a bordo della Humanity 1 di Sos Humanity, dove erano rimasti a bordo 35 migranti dopo lo sbarco selettivo delle persone ritenute fragili. A tarda sera dunque anche la situazione drammatica sulla Humanity 1 si è sbloccata e sono state fatte scendere a terra anche le 35 persone ancora trattenute a bordo.

Il legale della ong tedesca, Riccardo Campochiaro ha fatto sapere che entro oggi, o al massimo domani, sarà presentato il ricorso al Tar del Lazio contro il provvedimento di allontanamento della nave da Catania notificato al comandante della Humanity One. Mentre non verrà fatto il ricorso al Tribunale civile di Catania poiché l'avvocato Campochiaro ha spiegato che "l'emergenza è venuta meno, non esiste l'oggetto del contendere. Eppure sarebbe stata una bella pagina di giustizia civile: era la sede in cui si poteva certificare che chi chiede di avere riconosciuto lo status di profugo deve essere fatto scendere e accolto, sempre e comunque".

Nel frattempo altri 500 migranti sono stati salvati al largo della Sicilia da due motovedette e un rimorchiatore italiani e sono sbarcati a Pozzallo e ad Augusta.