Attualità

Dossier Idos. Migranti regolari e irregolari, la realtà e le bufale

Paolo Lambruschi martedì 27 ottobre 2020

Migranti in calo tra residenti e irregolari. La realtà dell’immigrazione è ben diversa da quella tratteggiata su media e social attingendo dal pozzo nero di bufale, stereotipi e pregiudizi. E i numeri parlano di milioni di persone regolarmente in Italia da anni, eppure ai margini di un dibattito pubblico ossessivamente polarizzato sull'emergenza sbarchi che, tra il 2018 e la metà del 2020, ha coinvolto sì e no 45mila persone.

Riservano diverse sorprese le anticipazioni del Dossier statistico immigrazione 2020, edizione numero 30 realizzata dal Centro studi e ricerche Idos in partenariato con 'Confronti', finanziata con l’8 per mille della Chiesa Valdese e che verrà presentata il 27 ottobre. Ad esempio, nel 2019 sono calati gli stranieri non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia. Si è passati dai 3.717.000 dell’anno precedente a circa 3.615.000, con una riduzione del 2,7%. In 10 anni l’unico altro decremento si era verificato nel 2016 a causa del contestuale boom di acquisizioni di cittadinanza (quell’anno furono oltre 201mila). La spiegazione, però, non vale per il calo del 2019. Il 'merito' va in buona parte agli effetti dei decreti in-sicurezza salviniani.

Al forte decremento del 2019 fa infatti da contrappeso l’aumento dei non comunitari scivolati nell’irregolarità. Erano già stimati in 562.000 alla fine del 2018, quando è entrato in vigore il primo 'Decreto sicurezza'. Si è calcolato che, proprio per effetto di quest’ultimo decreto recentemente riformato dal governo, i 'clandestini' cari alla propaganda xenofoba sarebbero in realtà cresciuti di 120-140.000 unità nei due anni successivi, portando il totale a oltre 610.000 a fine 2019 e a quasi 700.000 alla fine del 2020 se nel frattempo non fosse intervenuta a sterilizzare il disastro la regolarizzazione estiva che, nonostante i limiti, ha raccolto circa 220mila domande.

Altra sorpresa, il milione di acquisizioni di cittadinanza dal 2012 nonostante una legislazione trentennale che rende più difficile diventare italiano a chi nasce e si forma nel Belpaese o ci vive da decenni rispetto ai discendenti di emigrati italiani nati all’estero e che lì risiedono stabilmente, oltre 2,3 milioni di persone. Il numero più alto di acquisizioni di cittadinanza da parte di stranieri residenti in Italia si è toccato nel 2016, quando se ne contarono più di 201mila. Nel 2019 il loro numero, nonostante il clima ostile, è di nuovo salito: 127 mila (+12,9%).

Cresce il peso dei giovani neo italiani: quasi 357 mila nel periodo 2012-2018, il 38,2% del totale. Restano sempre esclusi numerosi minori figli di cittadini stranieri, ma nati in Italia e che nel nostro Paese svolgono il loro percorso di vita e formazione. Quasi i due terzi di tutti gli studenti di cittadinanza straniera – il 64,5% – sono nati qui, mentre i dati segnalano quasi 570 mila 'nascite straniere' nel periodo 2012-2019 a dar fiato al Paese delle culle vuote. Se ne contano 63mila solo nell’ultimo anno, il 15% del totale. Numeri che riportano d’attualità la riforma della cittadinanza.