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Governo. Meloni: «Sulla sanità poche risorse, dobbiamo spenderle bene»

Redazione romana martedì 3 ottobre 2023

Sanità, Pnrr e riforme. Anticipata dalle proteste di studenti e centri sociali, Giorgia Meloni arriva a Torino per il Festival delle Regioni decisa ad affrontare tutti i nodi principali con cui dovrà confrontarsi il governo. La premessa è che «le priorità sono molte e le risorse poche», ciò che conta, dunque, è spenderle al meglio a cominciare proprio dalla sanità: «Un sistema sanitario efficace è l'obiettivo di tutti, ma sarebbe miope concentrare tutta la discussione sull'aumento delle risorse - dice il capo dell'esecutivo -. Bisogna avere un approccio più profondo anche su come le risorse vengono spese. Non basta necessariamente spendere di più per risolvere i problemi se poi le risorse vengono usate in modo inefficiente». Insomma, prosegue la premier, «serve un lavoro più attento e complesso. Siamo pronti a fare questo lavoro e sono certa che avremo al nostro fianco le Regioni con una competenza fondamentale». Ma in ogni caso «non vogliamo rinunciare ad occuparci di salute, partendo dal potenziamento dalle risorse per il personale e per abbattere le liste di attesa».

Immancabile anche un passaggio sulle riforme, con cui, spiega Meloni, «intendiamo cambiare l'architettura istituzionale della Nazione, per dare agli italiani la possibilità di scegliere da chi farsi governare, di evitare ribaltoni, giochi di palazzo e garantire la stabilità dei governi». Questo perché, prosegue la presidente del Consiglio, «quando l'orizzonte è di un anno e mezzo è normale che non si riesca a seguire una strategia». Del resto «nei primi 20 anni del millennio in Italia ci sono stati 11 premier, in Francia quattro presidenti, in Germania tre cancellieri, e Francia e Germania crescevano. Quando non si ha stabilità non si riesce a lavorare su quello che non torna immediatamente in termini di consenso». Per quanto riguarda l'autonomia differenziata, invece, il cammino «proseguirà senza stop», nella consapevolezza che il governo «ha fatto molto di più di quanto era stato fatto in precedenza». «Penso - specifica poi la leader sovranista - che l'autonomia, a differenza di quanto si dice, sia l'occasione per costruire un'Italia più unita, coesa, forte, capace di viaggiare alla stessa velocità e a garantire lo stesso livello di servizi. Vogliamo attuare il principio della sussidiarietà stabilito in Costituzione garantendo la coesione».

Infine il capitolo Pnrr: «Dobbiamo riuscire a spendere al meglio tutte le risorse», mette in chiaro Meloni, «perché non ne abbiamo molte e ci sono moltissime cose da fare ed è importante che, per questo obiettivo, lavoriamo tutti insieme. L'importante è non disperdere queste risorse» e «rendere l'Italia più competitiva». L'imperativo quindi è «correre, correre, correre. Correre tutti insieme e capire che la capacità di ciascuno di fare la sua parte può fare la differenza per quello che il Pnrr riuscirà davvero a produrre in termini di ammodernamento della nostra nazione».

immancabili le repliche dell'opposizione, specie sulla sanità e in particolare dalla segretaria dem Elly Schlein, secondo la quale «dire che la è una priorità ma che l'impegno non si misura sui soldi messi a disposizione è la beffa dopo il danno. Noi - spiega la leader del Pd - pretendiamo che questo governo investa i fondi necessari», anche perché «che questa manovra porti il Servizio Sanitario nazionale sull'orlo del baratro non lo dice il Pd ma Gimbe, una Fondazione indipendente».