Attualità

VALUTAZIONE ISTRUZIONE. «Bocciati in italiano» Così alla maturità 2009

Enrico Lenzi mercoledì 30 giugno 2010
Un disastro: se la prova d’italiano alla maturità fosse stata corretta dagli esperti dell’Accademia della Crusca, sarebbe stata una strage, con oltre il 54% degli elaborati giudicati insufficienti. È quanto emerge dalle prime conclusioni del lavoro di analisi promosso dall’Istituto per la valutazione del sistema d’istruzione (Invalsi) su un campione di 545 elaborati provenienti dalla maturità dello scorso anno. Un campione significativo e che tiene conto delle tre tipologie di percorsi di studi superiori (liceo, tecnici e professionali) e che evidenzia, come si legge nel Rapporto Invalsi che sarà reso pubblico oggi, «la scarsa padronanza dell’uso scritto della lingua italiana nei ragazzi al termine della scuola superiore». E a rendere ancora più sconcertante il risultato del lavoro svolto dall’Invalsi e dall’Accademia della Crusca, è il fatto che gli stessi elaborati hanno invece ricevuto un giudizio per la gran parte positivo.Il lavoro dei correttori della Crusca. Agli esperti dell’Accademia è stato chiesto di rileggere gli elaborati valutando quattro competenze: testuale, grammaticale, lessicale-semantica, e ideativa. A ciascun correttore sono stati affidati una cinquantina di elaborati e per ognuno di essi ha compilato una scheda di valutazione. Ogni elaborato è stato affidato a due correttori i quali hanno espresso, in modo indipendente, una misurazione dei singoli descrittori delle competenze.Le valutazioni delle competenze. Una strage. In tutte e quattro le competenze la maggioranza degli elaborati risulta insufficiente secondo la valutazione dei correttori dell’Accademia. Nella competenza testuale è insufficiente il 58% delle prove, in quella grammaticale si scende al 54,1%, per risalire al 63,2% in quella lessicale-semantica, e attestarsi al 58,9% in quella ideativa. Nel confronto con la valutazione espressa un anno fa dalle commissioni esaminatrici della maturità, solo il 12,6% degli stessi elaborati venne giudicato insufficiente. Il divario nelle valutazioni si commenta da solo.Non si salvano neppure i licei. Purtroppo il quadro che emerge dal Rapporto Invalsi-Crusca, non consegna un risultato lusinghiero neppure per i licei, considerati il fiore all’occhiello del sistema scolastico superiore. Anche se migliore rispetto a quanto riscontato negli istituti tecnici e in quelli professionali, nei licei la padronanza della lingua italiana appare comunque bassa. Ben il 33,8% degli elaborati provenienti dai licei viene considerato insufficiente dai correttori dell’Accademia per la competenza grammaticale, che diventa il 37,3% in quella ideativa (un decimale in meno rispetto a quella testuale), mentre raggiunge il 45,1% in quella lessicale-semantica. Percentuali decisamente più contenute rispetto a quelle registrate nei tecnici e nei professionali. In questi due percorsi il risultato è addirittura allarmante, tanto da far scrivere nel Rapporto che «nel giudizio dei correttori, dopo almeno 13 anni di scuola, la gran parte degli allievi frequentanti gli istituti tecnici, che pure sotto altri profili si dimostrano buone scuole, non raggiunge un livello sufficiente di padronanza della lingua italiana». Stesso discorso per gli studenti diplomati negli istituti professionali. Le cifre non lasciano scampo. Il 67,9% delle prove d’italiano svolte nei tecnici risulta insufficiente dal punto di vista dalla competenza grammaticale (ben l’80,4% nei professionali), il 72,9% in quello testuale (è l’83% nei professionali), il 75,5% in quella lessicale-semantica (l’86,9% nei professionali) e il 73,9% in quella ideativa (l’86,4% nei professionali).Al Nord risultati migliori, ma senza enfasi. Dal punto di vista geografico la distribuzione delle competenze linguistiche (ma sarebbe forse più corretto dire l’assenza di vere competenze) è meno sperequata di quello che si osserva a livello di indirizzo di scuola. Al Nord si registrano risultati migliori, ma solo nelle competenze testuali e grammaticali le insufficienze restano (di pochissimo) sotto il 50% (rispettivamente il 49,4 e il 49,6). Per le altre due competenze anche al Nord le insufficienze superano il 50%. Al Centro e al Sud le percentuali risultano leggermente più alte: al Centro si oscilla dal 55,4 al 65,8, mentre nelle regioni del Mezzogiorno si va dal 57,5 al 68,6.Cosa fare? È quanto si chiede lo stesso Rapporto Invalsi. A cercare di dare una risposta sono tre studiosi: Dario Corno (ordinario all’Università del Piemonte Orientale), Francesco Sabatini (già presidente dell’Accademia della Crusca) e Luca Serianni (socio della Crusca). Da tutti l’invito di «recuperare lo studio della grammatica che spesso si esaurisce negli anni della scuola media». E, stando ai risultati del Rapporto, non basta.