Attualità

Quirinale. 2021, l'anno interminabile di Sergio Mattarella

Angelo Picariello giovedì 30 dicembre 2021

Sergio Mattarella

Cresce l’attesa per l’ultimo messaggio di fine anno di Sergio Mattarella. Dopo un Natale passato in famiglia, con la tradizionale visita a Palermo, il capo dello Stato sta in queste ore limando al Quirinale l’ultimo suo intervento. C’è un’attesa comprensibile, anche se non ci sono da aspettarsi colpi di scena, avendo il capo dello Stato già chiarito la sua posizione circa il "bis" in svariate occasioni, con l’ausilio di citazioni autorevoli e argomentazioni giuridiche. Dovrebbe trattarsi di un discorso abbastanza breve, di congedo, rivolto agli italiani con tono colloquiale. La pandemia sarà, naturalmente, in primo piano. La location sarà lo studio della Palazzina, ma senza scrivania, con bandiere e sfondo sobrio.

Per Sergio Mattarella si chiude un anno interminabile. Iniziato con l’entrata in crisi del Conte 2, proseguito con l’appello drammatico a sostenere un governo di emergenza nazionale guidato dall’ex presidente della Bce Mario Draghi, e concluso simbolicamente con l’interminabile applauso alla prima della Scala, accompagnato da qualche richiesta di un "bis".

Ma Mattarella ha già fatto sapere in tutti i modi, citando anche i predecessori Segni e Leone, che una volta calato il sipario non intende ripresentarsi sulla scena, considerando concluso il suo servizio al Paese. Un settennato che lo ha visto fronteggiare quattro momenti di crisi acuta. Uno a seguito delle dimissioni di Matteo Renzi, con la nascita del governo di Paolo Gentiloni, a fine 2016.

Un altro dopo il voto del 2018, dando vita alla maggioranza giallo-verde con l’incarico a Giuseppe Conte. Il terzo l’estate successiva, a seguito della cosiddetta crisi del Papeete, che portò al Conte 2, sostenuto da una maggioranza giallo-rossa. Un governo che mai e poi mai si immaginava potesse andare incontro alla più grave crisi dal dopoguerra, a causa della pandemia.

Ma certo il momento più drammatico, dal punto di vista istituzionale, è stato quel 3 febbraio scorso in cui un Mattarella scuro in volto, ma determinato, rivolse un appello alle forze politiche a farsi carico dell’eccezionalità della situazione. Andato in porto questo tentativo la sua presenza sulla scena si è fatta via via più discreta, ma questo ha accresciuto, anziché indebolire, la sua sintonia con un popolo duramente provato, ma che - anche potendo confidare sulla sua guida - non ha mai perso la speranza.