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Il caso. Il marò Latorre rientrato in Italia

sabato 13 settembre 2014
L'aereo con a bordo Massimiliano Latorre è atterrato sabato poco dopo le 17 alla Stazione elicotteri della Marina Militare (Maristaeli) a Grottaglie (Taranto). Ad accogliere il marò c'erano il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, e i capi di Stato maggiore di Difesa e Marina, Luigi Binelli Mantelli e Giuseppe De Giorgi. A Maristaeli è giunto un furgone della Brigata di Marina San Marco, a cui appartiene Latorre, con a bordo alcuni parenti del marò.Poco dopo l'atterraggio, un convoglio è uscito dall'aeroporto con a bordo il marò. Destinazione: una delle case di famiglia. Dopo l'attacco ischemico, il 31 agosto scorso, e il ricovero in ospedale del marò, il ministro della Difesa Roberta Pinotti era volata in India accompagnata da medici e legali italiani.Soddisfatto il mondo della politica. "Si deve fare in modo che la vicenda dei marò si risolva. Il rientro a casa di Latorre è certamente una cosa positiva, ma servono tempi certi sulla definizione del caso" ha detto il presidente della Camera, Laura Boldrini. "Siamo contenti che oggi Massimiliano stia tornando. Dal momento della sua malattia abbiamo lavorato perché questo avvenisse. Ma noi non dimentichiamo che dobbiamo risolvere complessivamente la questione dei nostri due fucilieri di marina" ha dichiarato il ministro della Difesa, Roberta Pinotti. Massimiliano Latorre potrà trascorrere quattro mesi in Italia per recuperare in un ambiente privo di stress, e in famiglia, la sua miglior forma dopo il brutto attacco ischemico avuto il 31 agosto scorso.La decisione, salutata con sollievo dalle autorità italiane, è stata presa venerdì a Nuova Delhi dal presidente della Corte Suprema, nel corso di un'udienza di 30 minuti svoltasi in un clima disteso, insolito per gli appuntamenti in tribunale legati alla vicenda dell'incidente in cui il 15 febbraio 2014 morirono al largo del Kerala due pescatori indiani. Il primo a rallegrarsi per l'esito è stato il premier Matteo Renzi che via Twitter ha scritto: "Collaborazione con la giustizia indiana e stima per il premier Modi ed il suo governo. Lavoreremo insieme su tanti fronti". Apprezzamento per la Corte indiana è venuto anche dal ministro degli Esteri Federica Mogherini, che ha ricordato come "resta ferma la la volontà e la determinazione del governo italiano a trovare in tempi rapidi una soluzione definitiva a questa controversia".    Da mesi il governo italiano ha annunciato un cammino lento ma irreversibile verso l'internazionalizzazione della vicenda e la ricerca di un arbitrato internazionale, processo che potrebbe essere modificato solo da un "nuovo dialogo" fra India e Italia, che per il momento però stenta a decollare. Dalla famiglia di Latorre è stata la figlia - su Facebook - a esprimere le prime emozioni. "Che bella notizia", ha scritto Giulia, accompagnando le sue parole con la consueta faccina dello smile, in attesa di riabbracciare presto il papà. Resta invece in India Salvatore Girone, attualmente ai domiciliari presso la sede dell'ambasciata italiana a Nuova Delhi, accusato assieme a Latorre di avere ucciso due pescatori indiani mentre partecipavano a una missione anti-pirateria a bordo della petroliera Enrica Lexie, al largo delle acque dello Stato indiano meridionale del Kerala nel febbraio 2012.