Attualità

Ddl Bilancio. «Sì» del Senato alla manovra: quello che c'è da sapere in 6 punti

Eugenio Fatigante e Vincenzo R. Spagnolo venerdì 22 dicembre 2023

Il governo incassa la fiducia al senato sulla manovra. Ora tocca alla Camera, ma il testo è blindato

Il semaforo verde del Senato alla manovra di bilancio è arrivato, come previsto, senza intoppi, ma non senza schermaglie fra maggioranza e opposizioni. Nello spazio di una mattinata, il governo ha incassato sia il via libera alla fiducia posta sul maxi-emendamento sostitutivo della prima sezione (con 112 sì, 76 no e 3 astenuti) che quello sull’intero testo (con 109 sì, 72 contrari e 2 astenuti). Dopo due mesi di discussioni pressoché sterili (il varo in Consiglio dei ministri era del 17 ottobre) e di scontri fra le forze politiche, ora manca solo il passaggio a Montecitorio per il via libero definitivo. Il provvedimento è subito andato all’esame della Camera dei deputati, con un iter che si preannuncia ancor più blindato e che partirà stamani in commissione Bilancio, con tre relatori: Carmen Letizia Giorgianni di Fdi, Roberto Pella di Fi e Nicola Ottaviani della Lega. Dopo la pausa natalizia, la commissione tornerà a riunirsi mercoledì 27, con l’obiettivo di licenziare il testo in poche ore, in modo da metterlo il 29 al voto in Aula.


I punti più importanti in sei capitoli


1 LE TASSE

Cuneo, Stipendi confermati
Il “cuore” della manovra sta nella parte fiscale. Il governo Meloni ha confermato per il 2024 il taglio dei contributi dovuti dai lavoratori, già introdotto negli anni scorsi:da solo questo provvedimento costa circa 10 miliardi. La riduzione è di 7 punti percentuali per i redditi da lavoro dipendente fino a 25mila euro lordi l’anno e di 6 punti per chi guadagna fino a 35mila euro all’anno. Grazie a tale misura, i lavoratori beneficeranno della conferma di un aumento in “busta-paga” superiore, in media, a 100 euro al mese. Non sarà applicata, però, alle tredicesime. E, soprattutto, dovrà essere rifinanziata per il 2025.

Riforma dell’Irpef
Per rafforzare l’effetto nelle “buste-paga”, l’esecutivo ha anche anticipato l’attuazione della riforma fiscale in materia di Irpef: le aliquote sui redditi passano da 4 a tre, con l’accorpamento dei primi due scaglioni. In questo modo l’aliquota del 23% sarà applicata su tutti i redditi fino a 28mila euro, con un calo quindi del 2% per i redditi superiori a 15mila euro (finora tassati invece al 25%).

Più assumi, meno paghi
Sempre in attuazione della delega fiscale, sono stati introdotti dei vantaggi fiscali per le imprese che assumono nuovo personale a tempo indeterminato: è stata prevista, infatti, una maxi-deduzione del 120% del costo del lavoro per chi fa queste assunzioni e incrementa il numero dei propri dipendenti rispetto all’anno prima. Tale sgravio raggiunge il 130% nel caso di imprese che assumono mamme, giovani, disabili ed ex percettori del Reddito di cittadinanza.


2 LE PENSIONI

“Quota 103” con restrizioni
La legge conferma la “quota 103” per lasciare il lavoro, aggiungendovi delle penalizzazioni: resta possibile andarsene con 62 anni d’età e con 41 anni di contributi versati (invece dei 67 anni per l’uscita di vecchiaia), ma l’assegno sarà ricalcolato con il metodo contributivo e fissando un tetto massimo mensile di circa 2.250 euro. Dalle stime, consentirà la pensione anticipato a non più di 17mila persone nel 2024. Per il resto, è confermata l’Ape sociale, ma sale il requisito (63 anni e 5 mesi). Pure Opzione donna subisce una nuova stretta: l’età minima sale da 60 a 61 anni, con uno sconto di un anno per figlio fino a un massimo di due. In Senato è stato corretto il contestato taglio alle pensioni del personale sanitario, degli enti locali, degli uffici giudiziari e dei maestri.

Le rivalutazioni
La legge prevede di adeguare all’inflazione l’importo delle pensioni in base alle fasce di reddito, rivalutando al 100% gli assegni più bassi (cioè quelli fino a 4 volte il trattamento minimo Inps). Gli aumenti sono man mano decrescenti, poi, per le pensioni superiori: l’85% di aumento per quelle fino a 5 volte il minimo, 53% fino a 6 volte, 47% fino a 8 volte, 37% fino a 10 volte e 22% oltre dieci volte).

Intervento sulle contributive

Si corregge una stortura per chi rientra interamente nel sistema contributivo (post 1995). Prima a costoro, oltre ai requisiti di età e contributi, era richiesto un altro criterio: aver maturato un assegno previdenziale pari a 1,5 volte l’assegno sociale, in mancanza del quale avrebbe dovuto accontentarsi appunto dell’importo sociale. Da gennaio questo coefficiente sparisce.


3 IL PACCHETTO FAMIGLIE

“Contributi zero” alle madri
Dal 2024 le mamme che lavorano con contratti a tempo indeterminato con almeno 2 figli saranno esonerate, fino a un massimo di 3mila euro l’anno, dai contributi a proprio carico: si tratta del 9% circa della retribuzione che rimarrà nelle loro tasche, mentre i 3mila euro li verserà lo Stato. Tale beneficio per le donne con 3 o più figli sarà valido fino al compimento dei 18 anni del figlio più piccolo; mentre per quelle con 2 figli (circa 600mila) l’esonero varrà fino al compimento dei 10 anni del minore più piccolo.

Più contributi agli asili-nido
Per i nati dal 1° gennaio 2024, con almeno un fratello sotto i 10 anni, il bonus nido sale a 3.600 euro annui per i nuclei con reddito Isee fino a 40mila euro (oggi il contributo è di 3mila euro per le famiglie con Isee fino a 25mila euro e di 2.500 fino a 40mila euro).

Cresce il congedo parentale
Viene mantenuto quanto deciso un anno fa, cioè che per una delle mensilità di congedo parentale la retribuzione spettante fosse elevata dal 30 all’80%. A questa misura si somma per i genitori lavoratori una ulteriore mensilità retribuità al 60% invece che al 30 che, per il solo 2024, sale ulteriormente all’80%.

Nuovi fondi mutui prima casa
Rifinanziato con 282 milioni il fondo di garanzia per l’acquisto della prima casa da parte di giovani coppie, famiglie monogenitoriali con figli minori, giovani sotto i 36 anni ed è prorogato l’aumento dal 50% all’80 per cento della garanzia massima rilasciata dal fondo.


4 LE IMPRESE

Zes e “legge sabatini”
La legge stanzia 1,8 miliardi per dare contributi in credito d’imposta alle imprese che investono nelle regoni della nuova Zes unica, la zona economica speciale per il Sud. Ulteriori 300 milioni sono stanziati per rifinanziare la legge “Nuova Sabatini”, che vuol facilitare l’accesso al credito per le piccole-medie imprese che investono in attrezzature, ecc.

Autonomi, slittano gli acconti
Le partite Iva con redditi fino a 170mila euro hanno potuto far slittare già lo scorso novembre il pagamento dell’acconto Irpef e versare quanto dovuto nel 2024, con 5 rate mensili, da gennaio fino a maggio.

Premi di produttività
Si conferma la detassazione dei premi di produttività con la fissazione di una aliquota al 5% (rispetto all’aliquota ordinaria del 10%) e l’ampliamento della soglia massima di detassazione dei cosiddetti “fringe benefit” che, dagli attuali 258 euro, passa ora a 2mila euro per i lavoratori con figli e a 1,000 euro per quelli senza figli.

Obbligo polizze anticatastrofi
Arriva l’obbligo di assicurarsi con una polizza contro le catastrofi: per le imprese che lo eludono sono previste multe da 100mila a 500mila euro. Per le aziende arriva lo sconto del 50% sulle tasse per chi torna a produrre in Italia. Rinviata, infine, a luglio 2024 l'entrata in vigore della plastic e della “sugar tax” sulle bevande analcoliche dolcificate.


5 SANITA' E CONTRATTI PUBBLICI

Nuovi fondi per il ssn
Sono previsti il rifinanziamento del Sistema sanitario nazionale, interventi per la Croce Rossa ed un incremento delle risorse per i contratti 2022-2024. Sul primo punto si è molto discusso a livello politico: il dato numerico è che lo stanziamento sale (in valori assoluti) a 136 miliardi di euro, a fronte dei 134,7 del 2023. Non sono previste però risorse aggiuntive per la non autosufficienza. Arriva anche un aumento del buono per il supporto domiciliare ai bambini fino a 3 anni affetti da gravi patologie croniche. Si istituisce il Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga (con 5 milioni per tre anni) e nasce un fondo per aiutare gli “over 65” con Isee basso a sostenere le spese veterinarie. Per fronteggiare la carenza di personale nelle aziende ed enti del Ssn e ridurre le liste di attesa, si estende fino al 31 dicembre 2026 la facoltà di ricorrere agli incrementi delle tariffe orarie delle prestazioni aggiuntive del personale medico. Inoltre, per l'aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) è vincolata una quota pari a 50 milioni per il 2024 e di 200 milioni dal 2025. La dotazione del Fondo per l'Alzheimer viene incrementata di circa 35 milioni in tre anni.

Pubblico impiego
Arrivano le attese risorse anche per i rinnovi contrattuali: 8 miliardi in due anni per quelli della pubblica amministrazione più altri 100 milioni per coprire l’accordo sindacale con le forze di sicurezza.

Giù il canone Rai
È ridotto il canone Rai in bolletta: passa da 90 a 70 euro l’anno, compensato però da un aumento delle somme trasferite dal Tesoro all’azienda.


6 DALLE CASE AL PONTE

No proroghe al superbonus
Nel capitolo casa, è stato deciso (per ora) lo stop alle proroghe sul Superbonus. Sale invece la cedolare secca con cui tassare gli affitti brevi: passa al 26%, escluso però il primo immobile in locazione per il quale resta il 21%. Le famiglie numerose godranno di priorità per l'accesso al Fondo mutui prima casa. Viene inoltre dato più tempo (fino al 15 gennaio 2024) ai Comuni ritardatari per fissare le aliquote Imu.

Iva più alta sui pannolini

Ritorna dal 5% al 10% l’Iva sui pannolini, così come per il latte in polvere e gli assorbenti femminili. Ed è prorogata fino a febbraio, invece, l’Iva al 10% sui pellet.

Ci sono i fondi per il ponte
Sono stati stanziati e poi rimodulati i fondi (11,6 miliardi da qui al 2032) per il Ponte sullo Stretto, con una riduzione degli oneri a carico dello Stato per 2,3 miliardi, recuperati dal Fondo di sviluppo e coesione a carico delle Regioni Sicilia e Calabria.

Misure per la cultura
Cambia il “tax credit” per il cinema: sarà al massimo del 40%, ma è prevista la possibilità di ridurlo o addirittura di escludere l'accesso al credito. Per i contributi selettivi, in relazione alla qualità artistica dell'opera, interverrà una commissione di esperti nominati dal ministero della Cultura tra personalità di “comprovata qualificazione professionale”. Il ministero potrà poi disporre di una quota di proventi di concerti o mostre da destinare alla tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali.
Un fronte comune ha poi consentito, coi fondi lascia-ti alle opposizioni dalla maggioranza, di destinare
40 milioni a misure contro la violenza sulle donne.