Attualità

Roma. In piazza San Giovanni «difendiamo la famiglia»

Vincenzo R. Spagnolo sabato 20 giugno 2015
"Noi non siamo contro nessuno e rispettiamo tutte le persone. Ma siamo venuti qui in piazza a Roma per difendere il diritto delle famiglie formate da un uomo e una donna, tutelate dalla Costituzione, e quello dei bambini a essere educati da una mamma e da un papà... ".  Rosaria arriva dalla Parrocchia Beata Maria Vergine di Foggia. È insieme ad altri componenti della sua comunità parrocchiale, raccolta sotto uno striscione che insieme a mille altri colora piazza San Giovanni, stracolma di adulti e bambini venuti qui per partecipare alla manifestazione indetta dal Comitato "Difendiamo I nostri figli" , iniziata oggi alle 15.30.
"Siamo un milione" afferma il portavoce del comitato "Difendiamo i nostri figli!" Massimo Gandolfini. "Con questo evento - spiega - chiediamo che si tuteli e si rispetti la famiglia fondata sul matrimonio e si ribadisca il ruolo centrale dei genitori. Rigettiamo con forza il tentativo di infiltrare nelle scuole progetti educativi che mirano alla destrutturazione dell'identità sessuale dei bambini. Sono teorie senza basi scientifiche".

Mentre gli oratori si alternano dal palco, fra i manifestanti centinaia di bambini ascoltano compunti o giocano allegri e un po' umidi dopo la sfuriata del temporale estivo. "Noi siamo qui - dicono Paolo e Cristina, romani con due figli - perché riteniamo che la famiglia vada difesa. E il ddl Cirinnà non la difende. Cosi come non la aiuta contro la confusione che si cerca di fare parlando del gender nelle scuole".

Partecipazione in ordine sparso, o meglio, trasversale, si registra nel mondo politico. Proprio qualche giorno fa, in vista della manifestazione è nato con un centinaio di iscritti tra deputati e senatori il Comitato parlamentare per la famiglia, con adesioni da Area popolare, Forza Italia, Lega, gruppo misto e Per l'Italia. Tra i promotori Alessandro Pagano (Ap), Maurizio Gasparri, Maurizio Sacconi, Carlo Giovanardi, Roberto Formigoni, Paola Binetti, Eugenia Roccella.

Tutto nasce dall'idea di alcune personalità che si battono contro la diffusione della teoria del gender nelle scuole e contro il disegno di legge Cirinnà che equipara il matrimonio costituzionale, così come lo conosciamo oggi, ad altre forme di unioni, comprese quelle tra persone dello stesso sesso. "Difendiamo i nostri figli", è lo slogan della manifestazione che vede tra i promotori Simone Pillon, Gianfranco Amato, Giusy D'Amico, Toni Brandi, Filippo Savarese, Costanza Miriano, Mario Adinolfi, Jacopo Coghe, Maria Rachele Ruiu, Paolo Maria Floris, Alfredo Mantovano, Nicola Di Matteo. Portavoce del comitato è il neurochirurgo Massimo Gandolfini. E anche "Il Vicariato di Roma  appoggia" ed esorta a "partecipare a questa mobilitazione, quantomeno per esprimere che i temi sensibili dell'educazione non possono essere imposti dall'alto".

Dal palco è risuonata anche la voce del Papa: sono state infatti trasmesse le parole  pronunciate domenica 14 giugno in occasione del convegno della diocesi di Roma: "I nostri ragazzi e le nostre ragazzine iniziano a sentire queste idee strane, queste colonizzazioni ideologiche che avvelelano l'anima e la famiglia", dice papa Francesco. "Colonizzazioni che fanno tanto male e distruggono un paese, una società e una famiglia".

Kiko Arguello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, nel prendere la parola ha detto: "Sembra che il segretario della Cei abbia detto altro ma il Santo Padre sta con noi. Ho scritto al Santo Padre, dopo aver ricevuto le lettere di alcune famiglie e il Papa mi ha risposto quando, domenica scorsa, ha detto che ci sono ideologie che colonizzano le famiglie e contro cui bisogna agire. Qualcuno sbaglia se pensa che non gli piacciono i cortei". “Piazza viva! Nel suo intervento Argüello si è, però, reso protagonista di una caduta di stile gratuita e grave”, ha risposto a queste affermazioni don Ivan Maffeis, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei. “Contrapporre il Papa alla Cei e, nel caso specifico, al suo segretario generale è strumentale e non veritiero”, ha concluso don Maffeis.A fine giornata arrivano anche i commenti dei politici:  "Siamo oltre un milione e chiediamo che le famiglie abbiano il diritto ad educare i propri figli. Sì a politiche per la famiglia sì ad una buona scuola. No alla legge Cirinnà e no alla teoria gender. Ci batteremo per questo", spiega Paola Binetti, deputata di Area Popolare alla manifestazione in piazza San Giovanni. "Il Movimento per la Vita Italiano invita il governo a prestare attenzione al segnale venuto oggi pomeriggio da piazza San Giovanni, espressione della stragrande maggioranza del popolo italiano che si riconosce nella famiglia così come prevista dalla Costituzione", ha affermato il presidente del Movimento Per la Vita italiano, Gian Luigi Gigli."Spettacolo Piazza #SanGiovanni stracolma di donne, uomini e bambini! In Parlamento faremo sentire la loro voce. #difendiamoinostrifigli", così in un tweet il ministro dell'Interno e presidente del Nuovo Centrodestra Angelino Alfano."La straordinaria mobilitazione di popolo a difesa della famiglia naturale e del suo insostituibile ruolo nell'educazione dei figli deve ora condurre il Parlamento a due decisioni conseguenti", ha dichiarato Maurizio Sacconi, presidente della Commissione Lavoro del Senato. "La prima nell'ambito della riforma della scuola, consiste in una definizione inequivoca dell'educazione sessuale tale da evitare ogni pratica riferibile alla cosiddetta ideologia gender. La seconda riguarda invece l'unico possibile compromesso con riferimento all'affettività omosessuale, consistente nel riconoscimento dei diritti dei conviventi senza matrimonio, adozioni e spesa pubblica".Di segno contrario le opinioni di numerosi esponenti della sinistra, da Sel al sottosegretario per le riforme Scalfarotto.