Attualità

Intervista. De Camillis: «Ma la vera urgenza è il taglio del cuneo fiscale»

Nicola Pini venerdì 31 gennaio 2014
«Basta parlare solo di legge elet­torale dobbiamo riportare l’at­tenzione sui problemi reali, che sono tanti e gravi, e dobbiamo decidere da dove ripartire: io dico dal lavoro». Sa­brina De Camillis, esponente del Ncd e sot­tosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai rapporti con il Parlamento, sollecita Enrico Letta a sfoderare «più de­cisionismo e meno moderazione» e chie­de a Matteo Renzi di decidersi se vuole ri­lanciare l’azione del governo oppure an­dare a votare. «Perché oggi Letta è blocca­to dall’attacco politico di Renzi». Sottosegretario, una buona riforma elet­torale potrebbe permettere di governare con più efficacia, almeno dalla prossima legislatura, non trova? Lo spero, ma intanto cerchiamo da subito di occuparci delle disperazioni delle per­sone perché i problemi del lavoro a casca­ta si riflettono sulla tenuta della società. Cosa propone? Prima di tutto un abbattimento del cuneo fiscale. Inutile pensare a 10mila cose di­verse, partiamo da questa che, come inse­gna il caso Electrolux, è centrale. Certo non possiamo rincorrere i costi della Polonia, ma con questa pressione fiscale compete­re è impossibile. Il taglio del cuneo doveva essere già il piat­to forte dell’ultima legge di stabilità ma poi ci scontra sempre con i problemi di bilancio. Bisogna trovare le risorse, non solo quelle che arriveranno dalla spending review ma anche i proventi delle privatizzazioni. Quei 5 miliardi che arriveranno dalle prime ces­sioni vanno tutti impiegati nel taglio del cuneo e non per la riduzione del debito, io credo che anche il premier la pensi così. Sempre che a Bruxelles siano d’accordo... Anche per ridurre il debito la ricetta è far ripartire la crescita. Questi parametri Ue sono violenti e depressivi verso i Paesi in difficoltà. Cuneo fiscale. E poi? Lotta alla burocrazia. Bisogna rompere que­sta gabbia che blocca le imprese. Ci sono troppi ostacoli per chi vuole partire con una nuova attività. Bisogna avere il coraggio di dire: tu parti e lavora, poi sarà lo Stato a con­trollare a valle se stai rispettando le leggi.È il suo contributo per il nuovo patto di go­verno? Si, sempre che Renzi decida se gli convie­ne o meno andare al voto.