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Elezioni regionali. La Lombardia contesa. Tra sanità ed Europa, tra lavoro e povertà

Davide Re mercoledì 8 febbraio 2023

Palazzo Lombardia. Il 12 e 13 febbraio alle urne per scegliere il governatore della regione più popolata d'Italia

Sono in tutto quattro i candidati che si sfideranno domenica 12 e lunedì 13 prossimi per la presidenza della Regione Lombardia. Attilio Fontana, governatore in carica, va a caccia di un secondo mandato con il sostegno di tutto il centrodestra e di un pool di liste civiche. Letizia Moratti, ex vicepresidente e assessore al Welfare, dopo essersi dimessa dalla giunta a novembre in contrasto con Fontana, corre con una lista civica che porta il suo nome e con l’appoggio pieno del Terzo polo. Pierfrancesco Majorino, europarlamentare dem ed ex assessore al Welfare per 8 anni del Comune di Milano è il candidato del centrosinistra (Patto Civico, Pd e Verdi Sinistra Italiana) e del Movimento Cinque Stelle. Completa la rosa dei candidati Mara Ghidorzi di Unione Popolare, il movimento guidato dall’ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che sotto ad un solo cappello raccoglie le idee e gli esponenti di DeMa, Manifesta, Potere al Popolo e Rifondazione comunista.

Fontana ha costituito un coalizione che conta sei simboli. Oltre ai partiti tradizionali del centrodestra e alla sua lista civica ci sarà anche lo scudo crociato della ex Dc (Unione di centro - Verde è popolare) e Noi Moderati, che candida come capolista su Milano, Bergamo e Brescia il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi.

Nel centrodestra è però attesa l’affermazione dei Fratelli d’Italia, fatto che potrebbe condizionare la composizione della futura giunta con uno sbilanciamento a favore del partito di Giorgia Meloni. Fdi alle regionali del 2018 non andò oltre il 3.6% mentre ora potrebbe superare il 25% dei consensi. La Lega alle ultime politiche in Lombardia ha ottenuto il 13%. E al segretario nazionale, Matteo Salvini, serve assolutamente un aumento del consenso sul territorio.

Defilata la posizione di Forza Italia, che rischia di non avere più un ruolo non di “spinta propulsiva” in Lombardia.

Oltre al Terzo Polo, con Carlo Calenda e Matteo Renzi molto presenti in Lombardia in queste settimane per la campagna elettorale, Letizia Moratti ha costituito una sua lista civica ricca di personalità provenienti dal mondo del Terzo Settore ma anche dal centrodestra. Come per esempio l’ex presidente leghista del Consiglio regionale, Davide Boni, o l’ex parlamentare azzurra Valentina Aprea.

Nella coalizione di Majorino, oltre al Pd anche il M5S, Verdi-Sinistra Italiana e una lista civica guidata dal direttore dell’Irccs Galeazzi Fabrizio Pregliasco. Majorino per dar consistenza al suo “campo largo” dovrà staccare, di molto, Moratti, per confermare ai dem che l’accordo con i Cinque stelle in termini elettorali è più vantaggioso di quello con il Terzo Polo, anche nella costruzione di una proposta progressista nazionale capace di contrastare il centrodestra a guida Meloni.

Sei domande ai candidati lombardi

Avvenire ha posto a Fontana, Majorino e Moratti sei domande. Eccole:

1 La sanità è una materia di competenza delle Regioni e assorbe sempre più risorse finanziarie. Come pensa di risolvere le criticità presenti, a partire dalle liste di attesa?

2 È favorevole all’autonomia regionale proposta dal ministro Roberto Calderoli?

3 La Lombardia è una Regione motore dell’Unione Europea. Come pensa di riuscire a far conciliare sviluppo e sostenibilità?

4 La Lombardia è una delle regioni più “agricole” della Ue. L’estate scorsa però è stata colpita da una siccità senza precedenti. Quali contromisure avete pensato nel caso che si ripresentasse?

5 Quando si parla di Lombardia si parla di impresa e lavoro. Ma anche di energia. Come deve essere coniugato il tutto nel futuro?

6 Aumentano i poveri anche in un territorio così ricco. Cosa può fare la Regione?

Ecco le risposte:

Fontana. Costruiamo una regione più solidale

Attilio Fontana - Ansa

1) Abbiamo già iniziato a tagliare le liste d’attesa con due delibere che mirano a richiamare tutti i cittadini che hanno avuto un appuntamento non coerente con il tempo previsto per il tipo di prestazione. Il problema più grosso che abbiamo è la carenza di medici e infermieri a causa di programmazioni sbagliate fatte a livello nazionale. Con l’autonomia potremmo fare di più.

2) L’autonomia cui io credo e alla quale crede anche il ministro Calderoli è quella della responsabilità. Non dimentichiamo che è una riforma prevista dalla Costituzione. I vantaggi principali sarebbero una maggiore efficienza e una capacità di dare risposte migliori al territorio, anche in termini di risparmio nella spesa.

3) È importante tenere insieme crescita economica e cambiamenti climatici. L’una non può e non deve escludere l’altra. Pertanto, è importante trovare un equilibrio tra questi due fattori.

4) Dobbiamo supportare i cittadini e le imprese. La crisi energetica ha riflessi sulla nostra quotidianità e influenza l’andamento dei prezzi. Come Regione Lombardia abbiamo istituito un tavolo permanente anti-crisi e impiegato 470 milioni di euro per attuare politiche a sostegno delle produzioni di energia da fonti rinnovabile, dell’efficientamento per edifici pubblici e per sviluppare comunità energetiche.

5) Dobbiamo agire su tre fronti: proseguire con il recupero delle cave dismesse per realizzare bacini idrici per l’accumulo dell’acqua piovana, continuare ad investire i fondi comunitari per potenziare l’innovazione dei sistemi irrigui nelle aziende agricole, accompagnando gli agricoltori in percorsi di formazione. Infine, avviare in maniera convinta il recupero dell’acqua reflua a fini irrigui, con un’alleanza virtuosa tra Consorzi di bonifica, agricoltori e multiutility.

6) Il governo regionale in questi anni ha già fatto molto. Abbiamo garantito nidi gratis a 43.429 bambini residenti in Lombardia, erogato contributi all’affitto a 185.973 persone, aiutato 620mila cittadini con la “Dote scuola” per sostenere il diritto allo studio, garantito sport a costi sostenibili a 31mila giovani. Per il futuro vedo una Lombardia sempre più solidale, in grado di allargare ancora di più la platea dei beneficiari di tutte queste misure.

Majorino. Un piano per affitti e case popolari (Aler da ripensare)

Pierfrancesco Majorino - Fotogramma

1) La sanità è il grande problema che vive Regione Lombardia assieme al trasporto pubblico locale e, nello specifico, a Trenord. Nei primi 100 giorni intendo promuovere un piano d’emergenza per tamponare la crisi delle liste d’attesa. Mi sono state segnalate visite prenotate oggi da fare tra due anni. Al di là del provvedimento d’emergenza sulle liste d’attesa avvierò poi la revisione totale della riforma Fontana-Moratti che ha subito dimostrato le sue inefficienze. E terrò io la delega alla riforma sanitaria.

2) No, e infatti non andrà lontano. Mi pare che sia chiaro dopo le parole di Giorgia Meloni. Sono però favorevole a un’autonomia più decisa verso i Comuni evitando di trasformare le Regioni in un’ulteriore impalcatura burocratico-amministrativa.

3) La transizione ecologica e ambientale è una grande opportunità anche in termini di nuovi posti di lavoro e di sviluppo di nuove filiere. Per questo ho promosso il piano “Green Industry” che intende generare a regime 300mila nuovi posti di lavoro. Per non perdere il treno dei finanziamenti comunitari istituirò un super assessorato per il Pnrr e i fondi Ue.

4) Come Regione Lombardia veniamo da anni di sostanziale negazionismo. La siccità dei mesi scorsi ha presentato il conto. Voglio promuovere un grande “patto per l’acqua” che preveda investimenti per il risparmio idrico, l’efficientamento dell’utilizzo delle risorse idriche e per un uso razionale dell’acqua piovana. Il mondo agricolo deve essere aiutato e sostenuto.

5) Intendo promuovere una nuova strategia d’intervento sulle rinnovabili capace di orientare nuovi investimenti sul solare. Desidero sostenere la nascita delle comunità energetiche promosse dai Comuni.

6) Innanzi tutto non bisogna girarsi dall’altra parte quando si vede che le file davanti alla Caritas e a Pane Quotidiano aumentano ogni giorno. La Regione deve sentirsi parte attiva anche per la composizione delle crisi aziendali. Metteremo in campo un piano per il sostegno agli affitti e un ripensamento totale di Aler. Non è accettabile che con l’aumento della povertà 15mila appartamenti ad oggi siano vuoti e non assegnati. Serve un sostegno specifico ai giovani che passa dal trasporto pubblico gratuito per gli “under 25” a nuove politiche di social housing.

Moratti. Nuovi nati e sanità con liste d'attesa corte

Letizia Moratti - Fotogramma

1) Attraverso una governance forte dotata di tutti gli strumenti per intervenire anche a livello del singolo ospedale, come ho fatto per la gestione del paziente oncologico. Dopo aver avviato la campagna vaccinale, sono intervenuta sulla mai risolta questione delle agende delle strutture private. Quando mi sono dimessa, le agende e gli slot di tutte le aziende erano al 99% visibili dai Cup della rete regionale. Regione Lombardia in precedenza conosceva le prestazioni del privato solo al momento della fatturazione. Il nuovo sistema di remunerazione che penalizza chi non rispetta i tempi, le aperture serali degli ambulatori, la mappatura dei tempi di sforamento che ha permesso di individuare le 50 prestazioni più critiche e di incrementare il rispetto dei tempi per i ricoveri chirurgici oncologici dal 60% all’84%, sono alcune delle misure che ho adottato. Vincerò e proseguirò il percorso iniziato.

2) È una boutade elettorale della Lega a sostegno di Fontana a pochi giorni dal voto, mentre il testo sarà messo in discussione tra sei mesi. Nei contenuti, la bozza è vuota, non prevede risorse per i livelli essenziali delle prestazioni. Questa non è autonomia, ma un pasticcio.

3) Il tasso di crescita della Lombardia nell’ultimo decennio è vicino allo zero. Se lo confrontiamo con il 6-14% di altre regioni europee come Baviera, Fiandre e Baden-Württemberg, il quadro è desolante. La Lombardia deve quindi tornare ad essere un motore d’Europa e lo potrà essere solo se saprà investire in uno sviluppo sostenibile.

4) Nel mio programma prevedo la realizzazione di progetti per l’accumulo, lo stoccaggio e il rafforzamento del sistema di raccolta d’acqua piovana e il riuso irriguo delle acque reflue urbane per l’agricoltura.

5) Bisogna riorganizzare il comparto energetico. Più energia dalle fonti rinnovabili. Nuove e più allargate le comunità energetiche anche grazie ai fondi europei.

6) Il rischio povertà spesso è legato a bassa professionalizzazione, dipendenze, disabilità, età (anziani e bambini). In Italia, poi, il rischio povertà aumenta all’aumentare del numero dei figli Bisogna agire sulle cause con formazione professionale, agevolazioni abitative, sostegno ad anziani e disabili, investimento sui nuovi nati e sostegno al lavoro femminile.

Il quarto candidato, Mara Ghidorzi​

Mara Ghidorzi - Imagoeconomica

Per la corsa alla presidenza di Regione Lombardia c’è anche Mara Ghidorzi, 42enne e laureata in sociologia, candidata per Unione Popolare, lista che raccoglie sotto un solo cappello DeMa, Manifesta, Potere al Popolo e Rifondazione Comunista. Tra i punti centrali del programma di Ghidorzi c’è la Sanità che «deve tornare ad essere pubblica. La salute non è una merce ma un bene pubblico e deve venire prima dei profitti dei privati. Bisogna potenziare la sanità territoriale e i poli ospedalieri pubblici con più personale medico e infermieristico e i presidi come medici di base, sert e consultori».

Un dipartimento per l’adolescenza? «Sono d’accordo con la proposta di don Mazzi», dice ancora la candidata di Unione Popolare. «Io penso – conclude Ghidorzi – che ad oggi Lombardia non ci sia un vero diritto allo studio e le proposte di Unione popolare polare su questo punto sono molto chiare: prima di tutto i trasporti, i libri di testo, il materiale scolastico va reso gratuito». Anche il trasporto pubblico locale per l’esponente di Up va potenziato e profondamento rivisto.