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Caso Frecciarossa. Lollobrigida: andavo al lavoro, non mi dimetto

Arturo Celletti giovedì 23 novembre 2023

Parole per spiegare. Per provare a chiudere il caso. Francesco Lollobrigida oggi si difende. «Sono convinto di aver agito non solo nell'ambito della legalità e della norma ma nell'interesse dello Stato...». Si ferma su quell'ultima parola il ministro dell'Agricoltura. La spiega: «Quella discesa dal treno non era per andare in vacanza o per andare a trovare la mia famiglia. Era per andare a fare il mio lavoro. Per me il vero privilegio è stato quello di stare tra i cittadini di Caivano, a cominciare dai bambini, che sono il nostro futuro e che oggi sono nelle condizioni di tornare a frequentare il parco, grazie al lavoro delle forze dell'ordine e dell'esercito che in tempi velocissimi hanno ripulito quella che era una piazza di spaccio». Ieri le polemiche, oggi la difesa. Ieri le accuse delle opposizioni e la richiesta di dimissioni; oggi il no di Lollobrigida: «Non sono mai fuggito al confronto, ma non mi dimetto...». Per ore il caso Lollobrigida-Frecciarossa ha occupato i social. Per ore si è discusso sulla "fermata ad personam". Una fermata straordinaria a Ciampino di un Frecciarossa diretto a Napoli per far scendere il ministro perché il treno era in ritardo. Questa è la storia di ieri. Di ieri sono le accuse. «Comportamento arrogante e indegno», dice Elly Schlein. «Un segnale devastante», si allinea Giuseppe Conte. Oggi la difesa. E i chiarimenti. A cominciare da Trenitalia che spiega come una «fermata straordinaria non è un evento eccezionale e rientra nelle dinamiche dell'esercizio ferroviario». Una notta secca. Per precisare che la possibilità di scendere a Ciampino era stata data a tutti i passeggeri. «Negli ultimi sei mesi, nei servizi Frecce, vi sono stati 207 casi di fermate straordinarie per coincidenza/riprotezione dei clienti derivanti da gestione anormalità o circolazione perturbata...». Caso chiuso? Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dice di sì: «Un caso che non esiste, come ha dimostrato Trenitalia nel momento in cui ha detto che la stessa vicenda si è verificata nel corso dell'anno oltre duecento volte». Poi il ministro degli Esteri Antonio Tajani: «Mi pare che ferrovie ed il ministro hanno chiarito la vicenda: Fs ha detto che non c'è stato alcun abuso e per me non c'è nessuno da far dimettere. La vicenda è chiusa e chiarita. Lollobrigida non stava andando in vacanza con la famiglia ma stava andando a svolgere il suo lavoro istituzionale, quindi nessun privilegio».