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50 ANNI DOPO LA TRAGEDIA DEL VAJONT. Letta a Longarone: nelle emergenze non ci sono cittadini di serie A e B

sabato 12 ottobre 2013
​Di fronte alle emergenze non ci possono essere cittadini di serie A e di serie B. A dirlo, parlando da Longarone nell'ambito delle cerimonie per il 50esimo anniversario della tragedia del Vajont, il premier Enrico Letta. "Non è possibile che nelle emergenze ci siano cittadini di serie A e B a seconda del peso politico degli amministratori e dei territori", ha attaccato. "Nella storia italiana ci sono assimmetrie profonde e drammatiche", ha aggiunto, sottolineando che questo è avvenuto perchè "mancava una normativa per meccanismi automatici, che dividano emergenza immediata e ricostruzione". "Sappiamo tutti - ha continuato Letta - cosa ha voluto dire mantenere dinamiche emergenziali per decenni, in cui chi aveva più padrini a Roma otteneva di più". Proprio per questi motivi, dunque, "la Protezione Civile ha avuto, nel discorso con cui il governo ha ottenuto la fiducia, un capitolo molto importante: dobbiamo renderla in grado di affrontare ancora di più problemi ed emergenze". "Creiamo - ha detto ancora il premier - meccanismi e regole che rendano la protezione civile in grado di intervenire immediatamente. L'emergenza è subito, la ricostruzione è un'altra partita", ha concluso, rivendicando come "nella legge di stabilità ci sarà quella norma che destinerà i 50 milioni di euro frutto della vendita degli aerei di stato alla protezione civile". Il Parlamento deve esaminare e approvare rapidamente il disegno di legge sull'uso e consumo del suolo. "È un tema fondamentale e dobbiamo porlo al centro", ha aggiunto Letta, ricordando che il governo ha "presentato un disegno di legge sul consumo del suolo", che "sarà messo come collegato alla legge di stabilità perchè vogliamo che abbia un iter rapido. C'è un no al tema della spinta a usare gli oneri di urbanizzazione per le partite correnti: quanti ne sono stati spinti di non necessari per recuperare risorse?". Per Letta, dunque, "c'è la necessità di andare verso regole che individuino nuove costruzioni solo se non c'è possibilità di riusare il patrimonio edilizio precedente" e "c'è anche la questione dei suoli agricoli", su cui ci sono state molte "scelte sbagliate, anche a livello comunitario. Sul consumo del suolo inviterò il Parlamento a un rapidissimo esame e a una rapida approvazione", ha concluso. Poi il premier è andato al cimitero di Fortogna, dove ci sono le tombe dei 1910 morti nella tragedia del Vajont. "Un'emozione molto forte" e un'occasione per "guardare al futuro". "È importante celebrare i 50 anni del Vajont soprattutto per le tante contraddizioni che questa storia ci ha consegnato: mancanze dello Stato, mancanze pesanti del nostro sistema e soprattutto oggi una nuova attenzione rispetto al territorio e alla sicurezza dei cittadini", ha aggiunto il premier, prima di soffermarsi sulle richieste che arrivano da queste valli. "Il tema dell'autogoverno e della specificità della montagna è un tema che considero essenziale e sarà una delle questioni che metteremo al centro dell'agenda", ha concluso prima di lasciare il cimitero monumentale. Infine, la visita a Erto, uno dei paesi cancellati dalle acque della diga, dove è stato accolto dallo scrittore Mauro Corona.