Attualità

Parlamento. Legge di stabilità, scontro sugli emendamenti

venerdì 21 novembre 2014
Prosegue il confronto in commissione, tra i partiti e a livello sociale sulla legge di stabilità. Emendamenti, cambiamenti, critiche. Di tutto, di più. Difficile capire esattamente come andrà a finire. Difficile per il cittadino capire cosa lo aspetti. Vediamo alcuni punti su ci si sta dibattendo, in modo anche molto vivace. Bonus bebé Il tetto dei 90 mila euro di reddito annuo della famiglia che il prossimo anno avrà un figlio, fissato dalla norma contenuta dalla legge di stabilita per poter percepire il bonus, viene quindi sostituito con l'Isee. La proposta di modifica presentata dal relatore stabilisce che gli 80 euro potranno essere assegnati "a condizione che il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente l'assegno sia in una condizione economica equivalente non superiore a 25.000 euro annui". Qualora il nucleo familiare sia in una condizione corrispondente a un valore Isee non superiore a 7.000 euro annui l'importo dell'assegno è raddoppiato". Ammortizzatori sociali Sono in arrivo 400 milioni di euro in più in due anni (2015 e 2016) per gli ammortizzatori sociali. Lo prevede un emendamento del Governo alla legge di Stabilità depositato in commissione Bilancio. Comuni Il governo ha presentato il pacchetto di emendamenti, frutto dell'accordo con l'Anci, che prevede un allenamento del patto di stabilità interno. Le proposte di modifica alla legge di stabilità rendono meno stringenti i tagli con cui i comuni sono chiamati a contribuire al risanamento dei conti pubblici. In sostanza le misure sono volte a garantire maggiore spazio di manovra ai primi cittadini nella gestione dei tagli, il cui importo complessivo resta fermo e confermano l'allentamento dei vincoli del patto di stabilità interno. In particolare, gli 1,2 miliardi di tagli previsti dalla manovra per i Comuni non dovranno essere più limitati esclusivamente alla spesa corrente. Inoltre gli oneri di urbanizzazione potranno essere utilizzati anche per la spesa corrente, mentre fino ad oggi dovevano necessariamente essere reinvestiti. Il ripianamento dei debili potrà essere spalmato su 30 anni anzichè su 10. Social card estesa agli immigrati Il provvedimento annunciato ieri dal governo ha suscitato una dura polemica da parte della destra "La social card estesa agli immigrati è una provocazione inaccettabile. Il clima di intolleranza e di esasperazione è tale che questa ipotesi getta benzina sul fuoco. Il regalo agli immigrati Renzi non può farlo sulla pelle degli italiani". Accusa Maurizio Gasparri (Fi). In sintonia con altri esponenti di destra. Cultura Occorre "approvare l'emendamento, presentato dal Pd e già esaminato dalla Commissione Cultura, che istituisce un fondo per il patrimonio, operativo dal 2016, di 100 milioni di euro, sarebbe una prova di coerenza da parte del governo. L'emedamento è ora all'esame del Mef e della Presidenza del Consiglio, io spero che venga approvato". Lo ha detto il titolare del Mibact, Dario Franceschini, in un incontro con la stampa estera, rispondendo a una domanda su cosa si aspetti dalla Legge di stabilità per la Tutela del patrimonio culturale italiano. Commercio con l'estero La proposta di modifica prevede lo stanziamento di 130 milioni di euro, per il 2015, a cui si aggiungeranno altri 50 mln nel 2016 e 40 mln l'anno successivo (per complessivi 220 mln). Con due subemendamenti, approvati viene stabilito che parte delle risorse vengano assegnate alle camere di commercio italiane all'estero (2,5 mln l'anno nel triennio 2015-2017) e al Ministero dello sviluppo economico (1 mln l'anno nel triennio 2015-2017). Fondazioni più tassate Prosegue la battaglia delle Fondazioni bancarie contro l'aumento della tassazione Il governo sta "bastonando" le fondazioni con l'aumento della tassazione previsto nella legge di stabilità. La denuncia arriva ancor auna volta da Giuseppe Guzzetti, presidente dell'Acri e della fondazione Cariplo. "Forse chi comanda - ha detto Guzzetti presentando un intervento di housing sociale a Milano - ha deciso che le fondazioni devono essere solo dei contribuenti e non soggetti che fanno sostegno sociale, anzi supplenza, perchè noi ormai facciamo supplenza. Chi risponderà ai bisogni sociali se veniamo a mancare noi?". Con le nuove norme, ha affermato Guzzetti, un terzo delle erogazioni del sistema delle fondazioni finiranno in tasse, vale a dire circa 360 milioni di euro a fronte di 885 milioni di erogazioni. "Ci stanno bastonando. Spero che questi ultimi giorni - ha sottolineato - qualcuno faccia capire che si sta decidendo una cosa sbagliata, che renderà ancora più precaria la vita di chi ha bisogno. Ma non ho molta speranza".