Attualità

Dem alla prova. Unioni civili targate Renzi sbarcano al Senato

Giovanni Grasso giovedì 19 dicembre 2013
Arriva al Senato una nuova proposta sulle unioni civili, targata Pd e Scelta Civica. Il ddl è infatti firmato da numerosi esponenti renziani (Andrea Marcucci, Laura Cantini, Isabella De Monte, Rosa Maria Di Giorgi) insieme alla "montiana" Linda Lanzillotta. Il testo della proposta non è stata ancora diffuso. Ma nei contenuti è già piuttosto noto. Per le coppie gay prevede una sostanziale parificazione dei diritti economici con le coppie regolarmente sposate: reversibilità della pensione, assegni familiari, detrazioni, eredità e così via. Non è prevista l’adozione di coppia, ma qualora il figlio di uno dei due componenti la coppia gay fosse privo dell’altro genitore può essere adottato anche dall’altro componente. Una norma che crea perplessità in quanti temono che possa aprire la strada ai cosiddetti "uteri in affitto".Infine - una novità - si istituisce un registro delle coppie conviventi, sia etero che omosessuali. In questo modo i conviventi possono accedere ai cosiddetti "diritti di civiltà". Ossia visitare il compagno in carcere o in ospedale e ottenere la voltura di bollette e contratti legati all’abitazione comune.La presentazione del testo, che arriva dopo l’accelerazione impressa dal neosegretario all’assemblea del Pd a Milano, ha avuto anche una coda tinta di giallo. Perché un comunicato ha annunciato l’avvenuta presentazione ma del testo non c’era nessuna traccia. Ufficialmente perché doveva essere limato dall’ufficio legislativo. Ma in casa Pd si parla anche di liti e di ritiri di firme dell’ultima ora, legati soprattutto a dissensi sulla questione dell’adozione. Stefano Lepri, vicecapogruppo del Pd al Senato, sparge acqua sul fuoco delle polemiche: «Non è questa la proposta ufficiale del gruppo. Ce ne sono anche molte altre. Credo che sarà un contributo importante alla discussione che si dovrà aprire tra di noi nei prossimi giorni». Mentre l’ex popolare Bruno Astorre, che ha firmato il disegno di legge, spiega: «Non si introduce il matrimonio omosessuale né l’adozione di coppia. Non è un caso che non piaccia a una parte del Pd, che vuole il matrimonio gay. Ma se non si fa nulla, si arriverà alle soluzioni più radicali».Intanto, Matteo Renzi spinge sul pedale dell’acceleratore: «Io – dice – sono il più prudente di tutti nel Pd, ma siccome ho vinto le primarie anche sulle unioni civili, è un tema di cui si può discutere... Ma basta con il giochino che mette laici contro cattolici e famiglia contro unioni civili. Iniziamo a fare qualcosa di concreto per la famiglia. Assisto con sdegno alla continua distruzione di tutto quello che serve a difendere la famiglia, come il fondo cha ha solo 20 milioni, mentre quello dei giornalisti sei volte tanto». Scende in campo anche il premier Enrico Letta che si limita a dire: «Affronteremo questo tema, non ho dubbi, vedo buona volontà da parte di tutti». Mentre il vicepremier e leader del Ndc, Angelino Alfano avverte: «Siamo pronti a intervenire sul codice civile, purché non si smonti la famiglia, che è composta da un uomo e una donna che procreano».