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Azzardo. Las Vegas sarà italiana Nasce colosso delle slot

Nello Scavo giovedì 17 luglio 2014
È la più grande acquisizione da parte di una società italiana dai tempi di Enel ed Endesa nel 2007-2009 (13,5 miliardi di dollari) e di Drs Technologies da parte di Finmeccanica nel 2008 (oltre 5 miliardi di dollari). Per 6,4 miliardi di dollari la ex Lottomatica comprerà la società di Las Vegas "International Game Technologies". Diventerà il primo gruppo al mondo nell’intera gamma dei giochi, aggiungendo alla leadership nel settore delle lotterie anche quella delle macchinette.«La più schiva delle storiche famiglie industriali italiane», così come Reuters ha definito i piemontesi Boroli-Draghi, detentori del marchio "De Agostini", porta a compimento una scalata cominciata nel 2002 con l’acquisizione di Lottomatica e proseguita nel 2006 con l’acquisizione da 4,7 miliardi di dollari dell’americana GTech attraverso cui si compirà questa nuova acquisizione. Al termine dell’operazione, attesa entro la prima metà del 2015, il gruppo De Agostini resterà proprietario del 47% della nuova compagnia, che sarà di diritto inglese e sarà quotata solo a New York.Perfino la storica scalata di Fiat, che per 4,35 miliardi di dollari ha recentemente acquisito il 41,5% di Chrysler non ancora in suo possesso, viene superata dal colpo messo a segno dai big dell’azzardo. Chissà se è davvero questo il "Made in Italy" che gli altri ci invidieranno.I mercati hanno reagito bene. Del resto, a differenza che con il caso Fiat, la nuova compagnia non dovrà fare i conti con oltre 130mila dipendenti e 119 stabilimenti nel mondo. L’azzardo frutta bene e non richiede l’impiego di personale nelle stesse proporzioni di altri settori produttivi. Peraltro la nuova società abbandonerà la Borsa di Milano per essere quotata a Wall Street, dove la Igt ieri ha fatto registrare un balzo dell’8%. L’operazione vale 4,7 miliardi di dollari: il 75% pagato con disponibilità di cassa e il 25% in azioni. Il nuovo gruppo avrà sede legale in Gran Bretagna e sarà controllato al 47% da De Agostini, attualmente titolare del 59% del capitale di Gtech. L’accordo è l’ultimo di una serie nel processo di consolidamento del settore del gioco alle prese con la rapida crescita dei giochi online. Non ci sarebbe da andare molto fieri, visto che il mercato italiano dell’azzardo è tra i più redditizi al mondo. Ma gli affari sono affari. E anche l’ultimo in una serie di accordi che - riporta la stampa americana - includono un cambio di indirizzo per la nuova società in Paesi con regimi fiscali più favorevoli. Non sarebbe - secondo alcune fonti - comunque il caso di Gtech e Igt, la cui unione non è stata spinta dai soli motivi fiscali come altre recenti.La settimana scorsa Sisal ha dovuto rinunciare a quotarsi in Piazza Affari a causa dello scarso interesse degli investitori. Non sorprende dunque che la multinazionale piemontese si appresti a lasciare le contrattazioni milanesi. L’obiettivo del gruppo, che ha potuto fondare il suo successo sulle cospicue giocate degli italiani, è ridurre l’esposizione al mercato nostrano, considerato ormai "maturo". Un modo come un altro per lasciare intendere che in Italia più di così con l’azzardo non si può guadagnare. I giocatori sono già stati spremuti e secondo gli analisti, come ha recentemente ribadito uno studio del Politecnico di Milano, non ci sono molti altri margini di crescita in un settore che vede circolare più di 80 miliardi all’anno.De Agostini ha intanto diffuso i risultati del 2013 chiusi con un utile netto di gruppo a 24 milioni di euro, stabile sul 2012 mentre la capogruppo ha registrato un risultato di 35,8 milioni con dividendi pari a 35,2 milioni. Chissà se al momento del brindisi qualcuno ha rivolto parole di gratitudine ai 19 milioni di scommettitori italiani che, a proprie spese, ha contribuito a questo risultato.