Attualità

TRAGEDIA IN MARE. Il governo chiama l'Europa: ora faccia di più

Roberta D'Angelo sabato 5 ottobre 2013
Il giorno dopo la gara di solidarietà che, sottolinea Angelino Alfano, contraddistingue gli italiani, arriva il momento dell’appello all’Europa. L’Italia è sola nel fronteggiare una crisi destinata a collezionare ancora morti. Il ministro dell’Interno rientra a Roma dall’isola siciliana, per rispondere al Parlamento della tragedia di cui ancora si contano i morti. «Forse più di 400 persone», mentre «sono state salvate 155 vite». Ma restano poche speranze per i dispersi e per «i più poveri tra i poveri» che erano nella stiva del barcone che «ha avuto un’avaria e si è fermato», mentre per «chiedere i soccorsi i migranti hanno dato fuoco a una coperta», causando l’incendio.Il titolare del Viminale racconta, spiega e mette a punto le sue richieste. Una linea che il presidente della Repubblica approva in pieno, confermata più tardi anche dal premier Enrico Letta. Eppure, nonostante le proporzioni inedite del disastro, le polemiche non mancano. Le critiche alla Bossi-Fini e in particolare al reato di clandestinità finiscono sotto i riflettori, mentre c’è chi si spinge oltre, perpetrando gli insulti al ministro Kyenge.«Se cancellando la Bossi-Fini risolvessimo il problema, mi precipiterei a presentare l’emendamento soppressivo», taglia corto Alfano. «Purtroppo la questione è molto più complicata, e mentre ancora raccogliamo i morti, eviterei polemiche politiche», replica infastidito il vicepremier, per il quale il grido “Vergogna” levato dal Papa resta «un sentimento collettivo».Piuttosto, Alfano chiede «una strategia integrata per contrastare i traffici di morte». Occorre «imporre agli Stati da cui partono» i clandestini «una cooperazione con noi per arginare le partenze». Ma serve soprattutto dare la sveglia all’Europa e il semestre di presidenza italiana dell’Unione «sarà la grande occasione di porre in agenda il tema dell’Italia come plancia del Mediterraneo».Quanto a Lampedusa, primo approdo degli immigrati stremati dai viaggi, anche l’Ue, secondo il ministro, dovrebbe candidarla per il Nobel per la Pace.Una strategia che Napolitano condivide, tanto da esprimere «apprezzamento per l’impegno che sta dispiegando» il governo nell’isola, sottolineando «l’esigenza di politiche specificamente rivolte al fenomeno dei profughi e richiedenti asilo non regolate da alcuna legge italiana». Il capo dello Stato già ieri in mattinata aveva sentito telefonicamente dal ministro come procedevano le cose nell’isola. E in una nota che arriva giusto mentre salgono le tensioni sulle modifiche alle norme vigenti, fa sapere di aver «preso atto della preparazione da parte del ministro Alfano di proposte da sottoporre per quel che riguarda l’impegno europeo alla riunione del Consiglio dei Ministri degli Interni e della Giustizia dell’Unione».L’Italia, spiega allora il presidente del Consiglio Letta, deve riuscire a «trovare in Europa ascolto e alleati per avere maggiore efficacia sul fronte delle migrazioni, l’Europa deve alzare il suo livello di intervento ed azione». Perché se oggi i morti sono diventati «cittadini italiani», il lutto, dice il premier, «coinvolge tutta l’Europa». E su questo, anche il guardasigilli Anna Maria Cancellieri e il ministro degli Esteri Emma Bonino insistono.Insomma, il naufragio di ieri, è una «vergogna», concordano presidente del Consiglio e vice. Ma se non ci si muove, malgrado l’auspicio di Letta, secondo Alfano tragedie simili si ripeteranno ancora.Quanto alle leggi, il presidente del Senato Grasso punta il dito sul reato di clandestinità, per non mettere a rischio chi presta i soccorsi. Poi, «dobbiamo cercare di vedere che chi merita di stare nel nostro Paese possa godere anche dei diritti civili del nostro Paese». Ma nei partiti le polemiche non si placano. Al segretario del Pd Epifani che accusa la Bossi-Fini, replica il capogruppo pdl Brunetta, certo che la legge «non c’entra» nulla con quanto è accaduto. Ma ancora una volta Lega e M5S usano i toni più duri. Per il Carroccio, addirittura, il «buonismo» del ministro Cecile Kyenge sarebbe causa del disastro. E in serata lo stesso Bossi ha rincarato la dose: «La Lega non condivide le sue idee e il fatto che l’Italia debba diventare una portaerei per accogliere tutti i clandestini del mondo». Quanto ai pentastellati, lo scontro più forte arriva in aula a Montecitorio: «Siete complici di crimini di guerra, di dittature, di scafisti», grida, tra le rimostranze del presidente della Camera Laura Boldrini, il deputato grillino Giorgio Sorial.