Attualità

Pietro Maria Fragnelli. «Laici protagonisti, sogno realizzato»

LUCIANO MOIA sabato 30 gennaio 2016
Le centinaia di migliaia di persone che oggi affolleranno il Circo Massimo? Un segno di dissenso contro quei politici che hanno perso il buon senso proponendo leggi in forma pessima. Che così non costruiscono il bene per il Paese, ma che appaiono caratterizzate da 'strabismo individualistico e adultocentrico nella lettura del reale'. È la constatazione di Pietro Maria Fragnelli, presidente della Commissione episcopale Cei per la famiglia e la vita, vescovo di Trapani. Gli organizzatori del Family Day aspettano oggi al Circo Massimo almeno un milione di persone. Non trova confortante, come pastore e come cittadino, che un numero così considerevole di persone si ritrovi per difendere e promuovere la famiglia fondata sul matrimonio? Certamente è confortante per noi vescovi, cittadini e pastori, osservare come il Paese reale abbia trovato una voce così popolare e autorevole per parlare al paese legale. Il popolo oggi presente nel Circo Massimo è voce di tutte le anime culturali della società italiana e espressione di libertà piena. Sono persone e associazioni non finanziate da gruppi di pressione ideologica. Li anima fortemente il desiderio umano di difesa dei figli che diventa grembo del futuro del no- stro Paese Il Papa qualche giorno fa, parlando al Tribunale della Rota Romana, ha ribadito 'che non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione'. Motivo in più per esprimere legittimo dissenso a un progetto normativo che così com’è ancora oggi, invece, confonde i piani? Il Papa è sempre chiaro. Comprensibile per le persone semplici e per i dotti. Da un lato afferma con autorevolezza che non dobbiamo confondere la famiglia voluta da Dio con qualsiasi altro di tipo di unione. Dice un parola chiara e incoraggia la chiarezza del Paese reale, quello che dice 'no' al ddl portato all’esame del Parlamento. Nello stesso tempo papa Francesco, proprio giovedì scorso, ha manifestato apprezzamento per il Comitato nazionale di bioetica, e ha ribadito che la Chiesa in questo campo, non rivendica spazi privilegiati, anzi è soddisfatta quando la coscienza civile ai vari livelli è in grado di riflettere, discernere e operare sulla base della libera e aperta razionalità e dei valori costitutivi della persona e della società. Il Papa sottolinea lo specifico dei credenti nella semina dei Vangelo per far fiorire una responsabile maturità civile. Quali sono gli altri aspetti della proposta di legge che ritiene inconciliabili con la visione dell’antropologia cristiana? Lo strabismo individualistico e adultocentrico nella lettura del reale presente nell’attuale proposta di legge conduce ad alcune distorsioni importanti. Innanzi tutto mette gli adulti contro i bambini, dimenticando che l’Italia sul piano demografico ha raggiunto quasi gli stessi standard della Cina che per 35 anni ha subito la legge del figlio unico. Questo significa incoraggiare l’invecchiamento non solo dell’Italia ma anche dell’Occidente. Secondo motivo: veicola garanzie sociali per poche persone contro una dinamica di solidarietà cui la nostra società è chiamata anche dalla situazione mondiale. E infine crea falle in un sistema giuridico tendenzialmente equilibrato. Nello stesso discorso a cui prima abbiamo accennato, il Papa aggiunge che 'quanti, per libera scelta o infelici circostanze della vita vivono in uno stato oggettivo di errore, continuano ad essere oggetto dello sguardo misericordioso della Chiesa'. Le nostre comunità fanno abbastanza per accogliere, sostenere e integrare queste persone? Le nostre comunità sono chiamate a riconoscere i segni nuovi di questo tempo. Sulla spinta del Concilio e del magistero di papa Francesco, dobbiamo uscire da schemi pastorali di conservazione e aprire le famiglie e le parrocchie ai poveri di oggi. La Chiesa deve e può offrire un’'ala di riserva' come diceva don Tonino Bello, a chi vola con difficoltà nella vita o ha smesso del tutto di volare. Quell’'ala di riserva' si chiama misericordia, perdono reciproco, accoglienza, lotta insieme per la giustizia nella verità. Al di là dei rigore da parare, c’è tutta una partita da giocare. Convinti che il meglio della famiglia deve ancora venire. Tornando alla manifestazione di oggi, non pensa che questa grande mobilitazione su un tema ampiamente condiviso possa rappresentare una buona occasione per una ricomposizione dell’associazionismo familiare nelle sue varie espressioni e sensibilità? Sicuramente un’occasione che raccoglie la sensibilità di tante persone organizzate in diverse associazioni ma con un comune denominatore, l’interesse per i figli, la famiglia con papà e mamma, per il realismo fatto di problemi concreti, come quello di giungere alla fine del mese o di confrontarsi con scelte di coraggiosa apertura alla vita. Ed è auspicabile che questo associazionismo possa crescere su linee antropologiche e giuridiche sempre più comprese dal Paese legale e sempre più sostenute dai cittadini veramente pensosi del futuro dell’Occidente. L’appuntamento di oggi è stato deciso e organizzato direttamente dai laici. Siamo finalmente all’attuazione concreta delle indicazioni dell’'Apostolicam actuositatem', il decreto del Vaticano II sulla vocazione e la missione dei laici, che papa Francesco ha simpaticamente ribadito con quella frase sui 'vescovi pilota' all’ultima Assemblea della Cei? I laici protagonisti sono sicuramente un sogno della Chiesa conciliare in tutte le aree di impegno: da quelle dell’evangelizzazione alla promozione umana. In questa occasione il protagonismo sorprendente che questa piazza rivela è un forte incoraggiamento per una sempre più piena attuazione della vocazione dei cristiani laici e nello stesso tempo una speciale opportunità per mostrare come il consenso di fondo su alcuni temi nodali con tutte le anime della società italiana è di per se stesso dissenso contro le derive individualistiche, perché diventa una opportunità di recupero del buon senso. Perciò l’altra faccia del consenso profondo è un dissenso convinto contro tutte le persone che sembrano aver perso il buon senso nell’elaborare le leggi. Il buon senso dell’accoglienza della vita nascente, della cura e della fioritura e insieme il 'buon senso' sorprendente della misericordia per i credenti.