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VERSO IL VOTO. La replica del Professore: «Alleanza col Pd? Prematura. Io ho un programma»

Gianni Santamaria giovedì 10 gennaio 2013
​Mario Monti non sembra intenzionato ad incassare gli ultimatum del Pd, né a mostrare segni di cedimento: «In campagna elettorale dobbiamo concentrarci sui problemi e solo successivamente verranno le alleanze. Noi del nostro movimento spieghiamo bene cosa vogliamo fare e lo faccia anche il Pd». Perché, incalza il Prof su alcuni punti del programma nel centrosinistra «ci sono posizioni ben diverse». Contro chi combatte? «Non combatto contro l’uno o l’altro», risponde.Bersani teme che la scelta di desistere dalla Lombardia apra la strada a Berlusconi al Senato. In Lombardia «presentiamo per il Senato un tridente» con «Gabriele Albertini, Pietro Ichino e Mario Mauro», la replica. E pure alle accuse speculari del Pdl di fare da sponda ai democratici, Monti risponde a muso duro: «Io stampella di Bersani? Spero di non esserlo: né di Bersani, né di nessuno».Le «convergenze», secondo il premier dimissionario, potranno eventualmente realizzarsi sui problemi da affrontare e non formalizzate sulla carta. Dunque, «l’approccio di Bersani è sbagliato», taglia corto il senatore a vita. L’obiettivo ora è «creare una coalizione dei riformatori, non mi importa se provengano da destra o sinistra, basta che smettano di bloccare il cambiamento», ha concluso. Dunque, nessun rimescolamento di fronti per adesso. Da qui al 24-25 febbraio, data delle elezioni, ciascuno farà la sua battaglia e il Pd è certo di vincere la sfida del governo. Il punto è proprio che i democratici non hanno alcuna intenzione, se avessero la maggioranza anche in una sola Camera, di lasciare la premiership. E che, ancora oggi, Monti storce il naso a ruoli da ministro: «Nessuno mi sta chiedendo di far parte di nessun governo e poi, per farlo, dovrei riconoscermi quasi totalmente in un governo per poter con mio agio farne parte». E mentre Bersani li indica come «un problema di Monti», Fini e Casini si premurano di ricordare al premier che prima di tutto dal loro «atto di coraggio» inizia la storia della Lista Monti. «Il Terzo Polo non è stato in grado di attrarre intorno a sé la società civile, come sta facendo Monti», parte da un atto di autocritica Casini, per poi aggiungere però che L’Udc, insieme ad altri «ha avuto un ruolo straordinario: abbiamo aperto la strada a Monti, quando tanti strateghi del cavolo e furbi opinionisti, che in queste settimane ci spiegano come vanno le cose, stavano ad ossequiare Berlusconi». Lo stesso fa Gianfranco Fini: «Tanti italiani hanno compreso che se Berlusconi oggi è il passato e Monti è il presente ed il futuro, questo dipende dall’atto di coraggio e di libertà di tanti amici di Fli che alzarono il dito e dissero che non volevano più stare in certe condizioni». Il leader di Fli annuncia anche che sarà capolista alla Camera. Nella lista di «Scelta civica» al Senato, aggiunge, i "futuristi" saranno Della Vedova, Bongiorno, Consolo, Ruben e Baldassarri. Infine, Rocco Buttiglione fa sapere che, sempre per il Senato, l’Udc ha «proposto i nomi di diversi candidati. Il presidente Monti ne ha scelti alcuni e noi ci siamo rimessi alle sue decisioni». Oggi è atteso, forse con una semplice comunicazione, senza conferenza stampa, l’annuncio delle liste complete. In serata riparla il Prof. «Quello che ho deciso di fare è una follia, perchè le politiche fatte dal governo sembrano fatte apposta per prendere zero voti», ammette Monti, durante un dibattito. «Tuttavia – aggiunge – se riuscissimo ad ottenere anche un solo voto vorrebbe dire che gli italiani hanno compreso che quelle misure erano necessarie e questo sarebbe un grande salto di maturità del Paese».