Attualità

Governo. Su Tav e Autonomie Conte cerca la terza via

Marco Iasevoli venerdì 1 marzo 2019

La soluzione, sebbene precaria, è vicina. Una settimana, dieci giorni al massimo per il vertice Conte-Di Maio-Salvini sulla Tav in cui, spiega Toninelli, «si prenderà una decisione». Ma la strada sembra segnata: il premier assumerà su di sé l’ultima condizione posta da M5s («no» a questa Tav) e il pressing della Lega perché l’opera si faccia. E proporrà una soluzione di questo tipo: mettersi personalmente al lavoro per disegnare un progetto meno impattante da tutti i punti di vista, ascoltando la Regione, gli enti locali, le comunità, i comitati. Tempo 6-9 mesi, durante i quali tenere caldi i rapporti con la Francia e l’Ue e scongiurare il ritiro di una parte dei fondi.

Oltre a timide aperture a questo scenario di uomini di governo M5s, ci sono altri segnali in questo senso. Ieri il redattore dell’analisi costi-benefici per conto del ministero delle Infrastrutture, l’economista Marco Ponti, ha rivelato di aver consegnato un «supplemento di analisi» chiesto proprio da Conte. Toninelli, poi, incalzato sull’imminente Cda di Telt (l’ente franco-italiano che gestisce l’opera), apre una prospettiva nuova: «Non è un problema se i bandi Telt dovessero partire, rappresentano una ricognizione per 6 mesi. Ma se chiudiamo la settimana prossima, questo problema non si porrà». Conte, quindi, 'garante' tra M5s e Lega per una «nuova Tav». Dal punto di vista politico, l’opera sarebbe congelata sino a dopo le Europee. Deludendo in parte gli imprenditori francesi e italiani che ieri si sono incontrati a Versailles alla presenza, in serata, del ministro dell’Economia Giovanni Tria. «Buoni segnali», commenta comunque il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. Da capire se però il compromesso basterà ai pentastellati più vicini alla battaglia no-Tav, come l’ascoltato senatore torinese Alberto Airola: «Se il Movimento dovesse lasciare spiragli per un dialogo, si schianterebbe definitivamente. Noi siamo entrati nelle istituzioni grazie ai valsusini. Io me ne andrei, e sono convinto che me ne vado col simbolo». La settimana prossima dovrebbe essere sciolto anche il nodo relativo alle Autonomie. Ieri Salvini ha dato un altro scossone annunciando che nei prossimi giorni il dossier, fronte Lega, sarà definito. Il premier invece ha preso tempo: «Occorre fare le cose per bene». L’ipotesi è che il decisivo passaggio parlamentare arrivi dopo il voto del 26 maggio.

Tuttavia, il governo non vuole dare l’impressione di una paralisi elettorale. Ieri sera il Cdm ha licenziato il disegno di legge delega sulle semplificazioni e la riforma del Codice degli appalti. Un lavoro a lungo termine, che prevede decreti attuativi per i prossimi due anni. L’obiettivo è ridurre i tempi per aprire i cantieri ed eliminare alcune delle norme inserite dall’ex titolare del Mit, Graziano Delrio. La delega riguarda tra l’altro anche i patti prematrimoniali. Si tratta di intese per stabilire preventivamente le regole di un eventuale divorzio, soprattutto sotto il profilo patrimoniale. Il testo prevede anche la stipula di nuovi patti successori. Desta polemiche, intanto, il tentativo di depotenziare il ruolo dell’Anac, denunciato da parte di M5s e dallo stesso presidente dell’Autorità, Raffaele Cantone.

Il ddl-delega è cosa diversa dal decreto sblocca-cantieri che Conte e Salvini vogliono approvare a breve, «in pochi giorni». Si tratta di norme per rendere più veloce l’apertura dei piccoli cantieri. È questo il 'polmone' che il governo vuole rianimare per uscire dal pericolo della recessione. «Il governo durerà – ha detto ieri Salvini ai suoi parlamentari informandoli sui vertici di governo – ma sia chiaro che dopo il 'decretone' la parola d’ordine è 'economia'». E «pragmatismo». Quello che il leader della Lega pretende da Di Maio su Fincantieri. Per Salvini la la conferma dell’ad Giuseppe Bono è d’obbligo. «Folle ridiscutere una squadra che assume, compra e innova», affonda il vicepremier del Carroccio.