Attualità

La crisi. Ucraina, paura e diplomazia. Il colloquio Biden-Putin non "svolta"

Redazione Internet sabato 12 febbraio 2022

Uno striscione a Kiev, dove si è tenuta sabato la Marcia unitaria per l'Ucraina

E' durato poco più di un'ora, sabato, l'atteso colloquio telefonico fra il presidente americano Joe Biden e il presidente russo Vladimir Putin sulla crisi ucraina. Per l'esattezza un'ora e due minuti, dalle ore 17.04 alle 18.06 italiane. Biden ha avuto il colloquio tramite una linea di comunicazione sicura a Camp David, dove il presidente americano si trova per il fine settimana. Insieme al presidente a Camp David c'è parte del suo staff per la sicurezza nazionale. Il colloquio è stato "professionale e sostanziale" ma non ha prodotto "alcun cambiamento fondamentale" ha detto ai giornalisti un alto funzionario Usa. Il Cremlino riferisce che Putin e Biden hanno concordato sulla prosecuzione del dialogo e parla di "isteria americana al suo apogeo".

Il dipartimento di Stato Usa ha ordinato la partenza della maggior parte dei dipendenti americani dell'ambasciata a Kiev "per la persistente minaccia di un'azione militare" (la Cia avrebbe indicato come data mercoledì prossimo). L'iniziativa riguarda il personale "non di emergenza". Il Pentagono ha annunciato il ritiro di quasi tutti i soldati americani (sono 160 i militari impegnati nell'addestramento delle forze ucraine) per "riposizionarli altrove in Europa", citando la priorità della "sicurezza del nostro personale".

Washington aveva già esortato i cittadini americani a lasciare con urgenza l'Ucraina. Ieri identico avvertimento era arrivato dalla Gran Bretagna e oggi sono parecchi i Paesi europei, compresa l'Italia, a richiamare i propri connazionali.

Da settimane va avanti il braccio di ferro tra la Russia (forte dell'alleanza con la Cina) che sostiene gli ucraini del Donbass delle Repubbliche secessioniste e l'Ucraina che guarda alla Nato, sostenuta da Ue, Gran Bretagna e Stati Uniti. Si rischia un'esplosione a catena in Europa, innescata anche dal gas con cui la Russia tieni in scacco molti Paesi, tra cui la Germania.

Il Cremlino vuole scongiurare a ogni costo l’ingresso dell’Ucraina nella Nato. Vorrebbe una zona cuscinetto lungo le frontiere occidentali. Teme che la Nato e gli americani possano servirsi del territorio ucraino per stabilirvi basi e radar, con nuovi intercettori antimissili, come quelli dispiegati in Romania e in Polonia.

La Farnesina: italiani, lasciate l'Ucraina. Ridotto il personale in ambasciata

Via gli italiani dall'Ucraina. Il ministero degli Esteri ha diramato l'"invito" a tutti i nostri cittadini a lasciare il Paese con i mezzi commerciali, vista la situazione di incertezza alla frontiera con la Russia. "In considerazione dell'attuale situazione, in via precauzionale, si invitano i connazionali a lasciare temporaneamente l'Ucraina con i mezzi commerciali disponibili" segnala l'Unità di Crisi della Farnesina.

"Considerata, inoltre, la situazione di incertezza ai confini, si raccomanda di posticipare tutti i viaggi non essenziali verso l'Ucraina e di mantenersi costantemente aggiornati sui mezzi d'informazione e su questo sito - si legge sul sito di Viaggiare Sicuri gestito dall'Unità di Crisi del ministero -. Se presenti nel Paese, come già raccomandato nelle ultime settimane, si invita a registrarsi sul sito www.dovesiamonelmondo.it e a scaricare la APP "Unità di Crisi". Si ricorda che i viaggi a qualsiasi titolo nelle regioni di Donetsk e Luhansk ed in Crimea sono sconsigliati. In caso di necessità, l'Ambasciata d'Italia a Kiev è operativa e raggiungibile al numero di emergenza: +38050 3102111".

Nel corso della riunione di coordinamento sulla situazione in Ucraina presieduta alla Farnesina dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi Di Maio, è stato deciso - d'intesa con le Ambasciate dell'Unione Europea presenti nel Paese - di far rientrare il personale non essenziale della nostra sede diplomatica a Kiev, che resterà in ogni caso pienamente operativa.​

Blinken (Usa): se Mosca invade, la Nato è pronta a muoversi

Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha avvertito il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov che se Mosca dovesse decidere per un'invasione dell'Ucraina, questo si tradurrebbe in una "risposta transatlantica risoluta, massiccia e unita".

Secondo alcune fonti, gli Stati Uniti ritengono che la Russia attaccherà l'Ucraina la settimana prossima. Il presidente russo, Vladimir Putin, avrebbe deciso di invadere l'Ucraina e avrebbe comunicato i suoi piani alle forze armate russe.

Tenta di gettare acqua sul fuoco il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo il quale il crescente allarme degli Stati Uniti su una possibile invasione russa dell'Ucraina "causa il panico".

L'arcivescovo: non c'è ragione per creare orfani, vedove e poveri

"Il nostro appello ai potenti della terra è che vedano la gente vera, i bambini, le madri, gli anziani. Che vedano i giovani impegnati al fronte. Non c'è nessuna ragione perché vengano uccisi, perché siano creati nuovi orfani e nuove vedove. Non c'è nessuna ragione per rendere ancora più povero un intero popolo". È l'arcivescovo Borys Gudziak, capo del Dipartimento delle relazioni esterne della Chiesa greco-cattolica ucraina, a lanciare tramite il Sir un appello a tutti i capi di governo e di Stato che in queste ore sono coinvolti in colloqui decisivi per evitare il ricorso ad un attacco armato.

Vescovo ucraino in Italia: «Solo l'aiuto di Dio può fermare questo flagello»

"È terribile che in questo momento storico abbiamo questi dittatori che interferiscono negli altri Paesi, non si può comprendere l'atteggiamento di un dittatore che invade altri Paesi che non hanno fatto nulla di male. Purtroppo questo imperialismo di Putin causerà tanto dolore e distruzione alla gente, non solo in Ucraina ma in tutta Europa e oltre". Lo dice all'Ansa il vescovo cattolico ucraino Dionisij Liahovytch, esarca apostolico d'Italia, punto di riferimento delle comunità cattoliche ucraine in Italia, che aggiunge: "Il lavoro dei diplomatici è importante" ma ormai "soltanto l'aiuto di Dio potrà fermare un'invasione che sarebbe, davvero, un autentico flagello".

Pax Christi Italia fa proprio l'appello del Movimento Pacifista Ucraino: "Sono voci che si levano da una terra divisa e contesa. Terra di sofferenza, che rischia di essere luogo di scontro tra potenti dove a pagare, come sempre, sono le persone. Per questo chiediamo all’Italia di essere fedele alla propria Costituzione che ‘ripudia la guerra’, e non far prevalere 'fedeltà ad alleanze atlantiche' come la Nato".