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L'obiettivo. L'Italia alla sfida della natalità: «Mezzo milione di nati entro il 2033»

Chiara Pazzaglia martedì 20 febbraio 2024

«Bisogna saper guardare alla vita con speranza, con passione, credendo che la vita ha senso quando la doni a qualcuno». È intervenuto così il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, ieri mattina a Bologna al convegno organizzato dagli “Stati generali della natalità”, con Fondazione per la natalità e l’Associazione Bologna Bene Comune. Parole, le sue, che guardano agli aspetti più profondi del tema della natalità, con la consapevolezza, però, delle difficoltà del quotidiano. Servono certezze per fare figli, secondo il cardinale: la casa, il lavoro, il sostegno economico. Solo l’assenza di paura consente di vivere appieno la bellezza dell’essere genitori, trovare il gusto di dare la vita, di guardare al futuro: «Serve un’alleanza che metta da parte ciò che ci divide e ci faccia scegliere ciò che ci unisce. La famiglia, dice papa Francesco, è cantiere di speranza ed è qui che la vita si mostra nella sua piena forza. Una forza che si comprende appieno solo donando la vita a qualcun altro: un figlio nato, uno adottato, uno incontrato e accolto».

Al convegno, prima tappa del “Tour della natalità“, che proseguirà in diverse città, è intervenuta anche la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Maria Roccella: «Il nostro governo ha rimesso la natalità al centro del dibattito e soprattutto dell’azione politica», ha detto, presentando una stima dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio di oltre 16 miliardi di benefici netti per le famiglie derivati dall’ultima legge di bilancio. Ma, a suo avviso, «c’è ancora tanto da fare, perché i dati ci dimostrano che la denatalità è un problema quantomeno europeo».

In effetti, i numeri presentati dai demografi Alessandro Rosina e Gianluigi Bovini non lasciano spazio a interpretazioni: fare più di un figlio espone concretamente al rischio povertà. Dal 2009 il calo delle nascite in Emilia-Romagna ha avuto un trend costantemente negativo, che si assesta nei dati Istat su un meno 30% in Regione, meno 22,5% a Bologna. «Nell’arco di un ventennio in Emilia-Romagna gli anziani saranno il triplo dei giovani: nel 2045 avremo oltre 1,5 milioni di anziani, 400mila in più di oggi, con le prevedibili ricadute sul sistema sanitario e assistenziale», ha evidenziato Bovini.

E se la ricetta di Gian Luca Galletti, presidente di Emil Banca, è l’applicazione del quoziente familiare, facendo pagare meno tasse a chi ha più figli, quella di Gigi De Palo, presidente della Fondazione per la Natalità e promotore degli Stati Generali, è il lancio di un nuovo Piano Marshall della natalità. «Per uscire dall’inverno demografico l’Italia deve arrivare a quota 500mila nuovi nati entro il 2033: l’asticella è alta, ma raggiungibile. Occorre farlo in fretta, serve un impegno forte, di lungo periodo e sinergico fra politica, società civile e mondo economico del Paese, a prescindere dalle bandiere di partito. Quella della natalità è una sfida bipartisan che si vince tutti insieme», ha detto, invocando «una fiscalità più equa, che tenga conto della composizione delle famiglie e non solo del reddito, sinergie con le amministrazioni locali per rendere più accessibili i servizi essenziali ai nuclei familiari con minori, come nidi o mense e un quoziente familiare, ad esempio per l’Irpef.

E nella “squadra” per vincere la partita della natalità non possono mancare il mondo dello sport, le imprese, lo spettacolo, le banche e, naturalmente, l’Europa, sulla quale possiamo e dobbiamo fare pressione perché preveda investimenti per la natalità».