Attualità

Crisi di governo. Manovra, avremo l'aumento dell'Iva?

Marco Iasevoli sabato 10 agosto 2019

La sessione di bilancio prevede cinque tappe:
- entro il 27 settembre il governo presenta al Parlamento la Nota di Aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def)
- entro il 15 ottobre il governo invia alla Ue il Documento programmatico di bilancio (Dpb), una sorta di "schema" della manovra
- entro il 20 ottobre la legge di bilancio "puntuale" viene mandata al Parlamento per l'esame
- entro il 30 novembre l'Ue esprime un primo parere sulla legge di bilancio
- entro il 31 dicembre la manovra viene approvata in via definitiva, altrimenti scatta l'Esercizio provvisorio

Se il Paese andrà alle urne, almeno sino a fine novembre ci sarà un governo dimissionario o sfiduciato il quale, in assenza di un chiaro mandato parlamentare, produrrà una Nota di aggiornamento al Def "a legislazione invariata", ovvero che prevede i seguenti aumenti Iva dall'1 gennaio 2020:

- l'aliquota Iva del 10% subirà un aumento al 13% (carne, pesce, omogeneizzati, salumi, elettricità, farmaci, voli, treni, alberghi...)
- l'aliquota Iva del 22% subirà un aumento al 25,2% (caffé, vino, abbigliamento, arredamento, elettrodomestici, auto, moto, bici, benzina...)

A meno che l'Ue non conceda una deroga ai tempi di presentazione dello schema di bilancio alla luce della scadenza elettorale, potrebbe toccare allo stesso governo dimissionario o sfiduciato presentare una manovra "a legislazione invariata", che conferma gli aumenti Iva.

L'aumento dell'Iva non scatta se:
- il governo pre-elettorale riceve un mandato del Parlamento uscente a scongiurare gli scatti Iva, producendo le necessarie coperture (23 miliardi)
- il nuovo governo post-elettorale, che si insedierebbe a fine novembre-inizio dicembre, modificasse o scrivesse ex novo la manovra entro il 31 dicembre, dopo un negoziato sui tempi e sui saldi con l'Unione europea.

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