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Crisi demografica. Poche nascite? Nel 2070 avremo 569 miliardi di Pil in meno

Redazione Internet venerdì 27 maggio 2022

Non siamo troppi. I numeri Istat indicano al contrario una strada non facile per il Pil italiano da qui ai prossimi 50 anni proprio a causa del ribasso demografico. Se la popolazione dovesse infatti segnare il previsto ribasso del 19,7% tra il 2021 e il 2070, il Pil dello scorso anno (1.781 miliardi) scenderebbe a 1.430 miliardi di euro (351 miliardi di euro in meno).

Giancarlo Blangiardo, nella relazione presentata oggi all'Università Lumsa di Palermo, quantifica in termini percentuali quanto Pil rischiamo di perdere nel lungo periodo: "Se si aggiunge che la percentuale di popolazione in età attiva scende dal 59% al 50% nello stesso intervallo di tempo e introducendo un fattore di riduzione del 15,3%, la conclusione sarebbe che la variazione negativa del Pil tra 2021 e 2070 sarebbe valutabile a un nominale di 569 miliardi di euro, pari ad una caduta a prezzi costanti del 32%".

Nel breve periodo invece si assisterà al crollo dei consumi: in 20 anni si perderanno 1 milione di unità a causa del calo demografico. Dai 41,1 milioni di unità di consumo attuali (calcolati in base alle indicazioni Ocse), a fronte della popolazione di 56 milioni di abitanti, fra 20 anni con 53 milioni di abitanti si avranno 40,2 milioni di unità di consumo pari ad una perdita del 2,2%.

L'Italia rischia il tramonto demografico: nel 2070 si prevede che l'Italia arrivi a contare 47 milioni di abitanti, riportando indietro le lancette della crescita demografica che aveva portato dai 27 milioni di abitanti circa al momento dell'Unità d'Italia (1861) agli ormai 58 milioni.