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Covid-19. La Calabria passa in zona gialla. 118 morti in 24 ore

Redazione Internet venerdì 10 dicembre 2021

Nuovo monitoraggio Iss sulla situazione epidemiologica in Italia: l’incidenza settimanale è in aumento a 176 casi per 100mila abitanti e indice Rt pari a 1,18, in lieve diminuzione ma sempre sopra soglia epidemica. Solo una Regione, il Molise, è classificata a rischio basso.

Aumentano i morti Covid in Italia nelle ultime 24 ore con 118 decessi comunicati oggi dal bollettino del ministero della Salute contro i 79 di ieri: il totale dei decessi sale a 134.669. È la seconda volta in un mese che si supera quota 100 morti: l'ultima volta il 1 dicembre con 103 vittime.



Nello specifico, l'incidenza settimanale a livello nazionale continua ad aumentare: 176 per 100mila abitanti (3-9 dicembre 2021) contro 155 per 100mila abitanti della scorsa settimana (26/11-2/12).
Inoltre sette regioni e province autonome hanno superato, questa settimana, la soglia di allerta per l'occupazione di posti letto Covid nelle terapie intensive, fissata al 10%. Sono la Calabria (all'11,8%), Friuli Venezia Giulia (14,3%), Liguria (12,4%), Marche (14,8%), PA Bolzano (18%), PA Trento (16,7%), Veneto (12,4%). L'Emilia Romagna registra un valore pari al 10%.
Hanno superato invece la soglia di allerta del 15% per l'occupazione dei reparti di area medica quattro regioni e province autonome: Calabria (al 16,8%), Friuli Venezia Giulia (23,3%), PA Bolzano (19,2%), Valle d'Aosta (24,2%).

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Va ricordato sono già in zona gialla le regioni Friuli Venezia Giulia e la provincia autonoma di Bolzano. A queste si aggiunge la Calabria, per la quale il ministero della Salute ha firmato questa sera il passaggio di zona.

Infatti secondo i dati della Cabina di regia la Calabria ha superato tutti e tre i parametri che portano al cambio di colore: l’incidenza (a 119, contro un limite di 50), i ricoveri ordinari (16,8% contro un limite del 15%) e le terapie intensive (11,8%, contro un limite del 10%). Nella Provincia di Trento l’incidenza molto alta (233) e le terapie intensive sono al 16,7%, ma i ricoveri ordinari rimangono al 14,9%. Il Friuli-Venezia Giulia è a quota 23,3% di ricoveri e 14,3% di intensive occupate. Bolzano è rispettivamente al 19,2% e al 18%. Altri territori rischiano la prossima settimana: la Liguria con le intensive al 12,4% e i ricoveri ancora sotto soglia al 13,6%, le Marche, rispettivamente al 14,8% e all’11,6%, e il Veneto con il 12,4% di intensive e il 12,1% di ricoveri. Vedono avvicinarsi le soglie anche il Lazio, con il 9,6% di intensive e il 12,1% di ricoveri, e la Lombardia, 8,9% e 13,6%. L’incidenza più alta è a Bolzano con 556,1 casi per centomila abitanti. Poi ci sono Friuli (378), Veneto (365,5), Valle d’Aosta (266,4) e Emilia Romagna (241). La più bassa in Molise, peraltro unica regione classificata a rischio basso, con 28 casi per centomila.

A livello nazionale, il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 8,5% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 09 dicembre) vs il 7,3% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 02 novembre).

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Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 10,6% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 09 dicembre) vs il 9,1% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 02 dicembre). Sempre stando al monitoraggio settimanale sul Covid della Cabina di regia, i cui dati sono comunicati dall'Istituto superiore di sanità, è in forte aumento il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (37.278 contro 30.966 della settimana precedente).