Attualità

Calcio e azzardo. La Germania con la Nazionale non passa mai, Intralot sempre

Massimiliano Castellani mercoledì 16 novembre 2016

Il ct azzurro Giampiero Ventura dopo la partita Italia-Germania

Italia e Intralot: un binomio indissolubile, come ha confermato l’amichevole di martedì sera Italia - Germania. In campo tra la “giovine” Italia di Ventura e i campioni del mondo di Low è finita in parità (0-0). Fuori – bordo campo, spogliatoi, e perfino sotto il microfono della conferenza stampa – ha trionfato l’ipocrisia. Ovvero la scritta Intralot, l’agenzia di scommesse sportive sponsor della Nazionale di calcio campeggiava ovunque e in favore, come sempre, di telecamere.

Certo fanno indignare i fischi incivili durante l’esecuzione dell’inno tedesco, ma dovrebbe indignare altrettanto questo gioco delle parti, per cui prima si dice di fare «un passo indietro», quando invece si continua con il doppio passo. Il tandem vero non è Belotti-Immobile, bensì quello Italia- Intralot. «Una partita ricca di suggestioni antiche rovinata dalla pubblicità del gioco d’azzardo», commenta giustamente indignato Massimiliano Padula, presidente dell’associazione italiana telespettatori (Aiart).


Nonostante le richieste di ripensamento delle settimane scorse (tra cui quella della nostra Associazione), la Federcalcio continua ad accompagnarsi alla nota agenzia di scommessa sportive, disinteressandosi delle conseguenze devastanti della ludopatia, vera e propria piaga sociale che colpisce sempre più persone nel nostro Paese». Dal momento che Intralot è sponsor di tutte le selezioni della Nazionale, a cominciare dall’Under 15, sarebbe stato opportuno evitare inquadrature in orario di fascia protetta per i minori, visto dato la diretta di Rai 1 è cominciata alle 20.30. E da subito, ci sono state le prime riprese tv del marchiosponsor della Nazionale.

Non era bastato l’inframezzo - Intralot durante la toccante intervista di Leonardo Bonucci che, in diretta alla Domenica sportiva (Rai 2, domenica scorsa), aveva raccontato la drammatica vicenda della malattia del figlio Matteo: ieri si è proseguito fino alla conferenza stampa del ct azzurro. Il monitor posto sotto il microfono del tecnico della Nazionale ha visto scorrere e fermarsi – il tempo necessario di “lanciare” lo spot ai telespettatori – la scritta dell’agenzia di scommesse.


Eppure l’Associazione allenatori, per voce del suo presidente Renzo Ulivieri, ha rimarcato anche dalle colonne di Avvenire la decisione, azzardata «dal punto di vista delle opportunità», fatta dalla Figc nella scelta di questo sponsor, che allarga il solco della «differenza abissale tra un gioco autentico e valoriale come il calcio e una deriva sociale orientata da logiche esclusivamente commerciali come la scommessa sportiva», come sottolinea ancora il presidente dell’Aiart Padula. Comprendiamo che la maggiore preoccupazione del ct Ventura è quello del risultato del campo – anche per una amichevole – o della possibilità di anticipare al 13 agosto 2017 l’inizio del prossimo campionato di Serie A per preparare al meglio il match decisivo per la qualificazione ai Mondiali del 2018 contro la Spagna, ma questa farsa dello sponsor dovrebbe cominciare a considerarla come una sconfitta per la sua Nazionale.