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ROMA. Intercettazioni, il governo pone la fiducia al Senato

mercoledì 9 giugno 2010
Il governo pone la questione di fiducia sul ddl intercettazioni. Lo annuncia il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito tra le proteste dell'opposizione. La fiducia è su un maxi-emendamento che riassumeil contenuto del  ddl, alla luce anche delle ultime modifiche presentate dal relatore Centaro. L'annuncio di Vito è stata accolta da un coro di 'buu buù e da mani sbattute sui banchi da parte dei senatori del centrosinistra. Alcuni senatori del Pd hanno battuto anche i piedi in segno di protesta.   Prima che il ministro per i Rapporti con il Parlamento annunciasse il voto di fiducia, il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, ha spiegato che è assolutamente diritto della maggioranza di arrivare "al momento della decisione", visto che si è discusso di questo tema, le intercettazioni, da almeno due anni soltanto in questa legislatura."Dopo il lungo tempo della discussione - ha sottolineato Gasparri - ora è il tempo della decisione. Del resto, tutti ritengono che questo tema sia importantissimo, visto che era stato oggetto di altri progetti di legge nella precedente legislatura".Il voto di fiducia per il ddl intercettazioni è stato autorizzato dal Consiglio dei Ministri del 29 maggio scorso". Ha detto il ministro. Vito rispondeva alla richiesta del presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, su quando il governo avesse deliberato il voto di fiducia. La risposta del ministro Vito è stataaccolta da un coro di 'vergogna! vergogna!' da parte dei senatori dell'opposizione, che ora sembrano intenzionati ad occupare l'aula, visto che non si muovono dai banchi, nonostante Schifani abbia sospeso la seduta.Con la fiducia posta sul ddl intercettazioni al Senato il governo Berlusconi arriva al record di 34 fiducie nei suoi due anni di vita.