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Consip. La Procura revoca la delega ai carabinieri del Noe. Orlando difende Lotti

sabato 4 marzo 2017

Il ministro alla Sport Luca Lotti (Ansa)

Colpo di scena nella vicenda dell'inchiesta relativa agli appalti Consip. Alla luce di "ripetute rivelazioni di notizie coperte da segreto" istruttorio la Procura di Roma ha "revocato" ai carabinieri del Noe la delega per ulteriori indagini nel procedimento su Consip. Lo ha annunciato la Procura in una nota. La delega è stata affidata al Nucleo investigativo di Roma dei Carabinieri.

"Gli accertamenti fin qui espletati - si legge nella nota della Procura - hanno evidenziato che le indagini del procedimento a carico di Alfredo Romeo ed altri sui fatti (poi) di competenza di questa Procura sono state oggetto di ripetute rivelazione di notizie coperte da segreto, sia prima che dopo la trasmissione degli atti a questo Ufficio, sia verso gli indagati o comunque verso persone coinvolte a vario titolo, sia nei confronti degli organi di informazione". Per una "esigenza di chiarezza la Procura di Roma - conclude la nota - ha pertanto revocato al Nucleo operativo ecologico la delega per le ulteriori indagini che è stata affidata al Nucleo investigativo di Roma dell'Arma dei Carabinieri".

Orlando difende Lotti

L'inchiesta Consip "non deve assolutamente" influenzare il congresso Pd, "noi ci dobbiamo confrontare sulle idee e dobbiamo rispettare tutti i principi garantisti", ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando, in corsa nel Pd contro Renzi. "Rispetto l'opinione di Cuperlo - ha aggiunto - ma ritengo che Luca Lotti abbia tutto il diritto di stare al suo posto per una ragione molto semplice: l'avviso di garanzia che lo riguarda è precedente al Natale e quindi i fatti nuovi che stanno emergendo in questo momento sono cosa diversa rispetto a quell'avviso di garanzia".


Romeo: sono vittima di una strumentalizzazione politica

"In questa vicenda non c'è nulla di vero, mi sento vittima di una strumentalizzazione legata ad una aspra contesa, tutta di natura politica". È lo sfogo di Alfredo Romeo, parlando con i suoi difensori nel carcere di Regina Coeli dove è detenuto dal primo marzo scorso per l'accusa di corruzione nell'inchiesta sugli appalti Consip.