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Lanterne verdi. Operata Nza, la piccola irachena malata di cuore profuga in Bielorussia

Paolo Lambruschi martedì 15 febbraio 2022

La piccola Nza con la madre

Nza ha aperto un varco nel muro e sta vincendo la sua corsa contro il tempo per vivere grazie a un piccolo miracolo delle lanterne verdi che non si sono spente. Ha solo nove mesi e soffre di una malattia cardiaca congenita, la tetralogia di Fallot. Un pianto o un forte stress possono esserle fatali. Andava operata entro i primi 10 giorni di vita, più passa il tempo e meno era curabile. E' stata operata d'urgenza a Napoli dove è arrivata dopo mille peripezie.

Nza è curda irachena, non ha patria.

I genitori per darle una speranza di cura sono andati lo scorso ottobre in Bielorussia, alla frontiera, hanno provato inutilmente sei volte a passare il confine con la Polonia per chiedere aiuto nella fortezza Europa. Ma le porte per loro sono sempre state sbarrate.

I genitori con Nza con Silvia Cavazzini - Silvia Cavazzini

A dicembre si sono spostati a Minsk, la capitale, perché il freddo nella foresta dove vivevano era diventato intollerabile per la neonata. Qui li ha aiutati a pagare un alloggio Nawal Soufi, angelo dei rifugiati italo-marocchina, insieme a un gruppo di attivisti.

Tra loro ci sono due giovani italiani che hanno sollevato il caso colpendo la sensibilità delle istituzioni italiane e dell’arcivescovo di Napoli don Mimmo Battaglia. Francesco Perna di Stay human e Silvia Cavazzini di Gandhi Charity hanno seguito in loco le drammatiche vicende dei rifugiati della foresta al confine e tentato di aiutare i rifugiati a Minsk, hanno creato un ponte umanitario in tempi record per far entrare la famigliola nel nostro paese.

Un ruolo nella scelta di Silvia di dedicarsi ai disperati alle porte d’Europa in Bielorussia lo ha avuto, per sua stessa ammissione, lo speciale di Avvenire del 16 novembre 2021 "Se questa è l’Europa" (QUI) oltre alla poesia posta in apertura di 'Se questo è un uomo' di Primo Levi letta alla luce di una lanterna verde. «Da fine novembre – spiega Silvia – ho deciso di occuparmi di queste persone. Conoscevo da anni Alganesh Fessaha, l’italo-eritrea presidente di Gandhi Charity, altro angelo dei profughi, che ha subito appoggiato la mia iniziativa».

L'arrivo in Italia: i genitori di Nza con l'assessore Mario Morcone e Valeria Ciarambino - Silvia Cavazzini

Silvia segue da tre mesi le storie delle persone al confine, soprattutto curdi siriani e curdi iracheni senza patria in fuga da oppressioni e conflitti. Picchiati dalle guardie di frontiera dei due Paesi, bloccati nella foresta senza cibo, costretti a nascondersi quando scade il visto turistico, non possono proseguire né tornare indietro. Quando Silvia ha sentito che due somale erano state accolte in Lussemburgo grazie al ministero degli Esteri del Granducato, ha pensato di chiedere l’intervento diretto della Farnesina.

«Francesco Perna di Stay human – rivela – aveva i contatti. Abbiamo scelto di segnalare il caso di Nza perché era il più urgente. Il 25 gennaio abbiamo inviato un messaggio ricevendo risposta affermativa. In due settimane abbiamo ottenuto i visti per motivi sanitari. Il volo è stato pagato con una raccolta fondi organizzata da Stay Human e il 12 febbraio la piccola è atterrata a Napoli».

Con una delibera la regione Campania, grazie alla vicepresidente del consiglio regionale Valeria Ciarambino, all’assessore alla Sanità Mario Morcone e al presidente De Luca, ha deciso che sarà ente ospitante della piccola e dei genitori. Nza ora è in cura presso l’ospedale Monaldi di Napoli, dove è andato a trovarla don Mimmo Battaglia. La piccola rimarrà finché sarà necessario mentre i genitori chiederanno asilo. Nza significa preghiera: quella per la sua vita e la sua guarigione, quella che è riuscita a spezzare il filo spinato che soffoca il cuore d’Europa. E quella che dovrebbe portare i bambini senza patria e senza pace oltre i muri e il mare per crescere in un futuro diverso