Attualità

Campus Biomedico. In Italia 90 robot con il bisturi, oltre 70mila interventi dal 1999

Alessia Guerrieri giovedì 18 maggio 2017

Robot medici in dotazione al policlinico Gemelli

Occhi sempre più precisi e mani tecnologiche che tengono bisturi di precisione. La chirurgica robotica, in sala operatori e in corsia, è ormai una realtà consolidata e, nonostante qualche resistenza e i costi altissimi, in Italia sono operativi circa 90 robot chirurgici e dal 1999 ad oggi sono stati operati oltre 70mila pazienti. E le previsioni al 2020 fanno pensare ad investimenti vicini a 18 miliardi di dollari. A renderlo noto sono i ricercatori dell'Università Campus Bio-Medico di Roma, durante la Giornata della ricerca.


«I principali vantaggi della chirurgia robotica - spiegano i ricercatori del Campus romano - sono la facilità di accesso a zone anatomiche difficoltose, la visione tridimensionale del campo operatorio e le piccole incisioni che consentono di abbreviare la degenza in ospedale». Il limite più importante, soprattutto in tempi di scarsità di risorse come gli attuali, è però l'alto costo dell'apparecchiatura, che si attesta tra i 2 e i 3 milioni di euro, cui si deve aggiungere la spesa annuale di manutenzione, circa 100mila euro. Un investimento che perciò si giustifica soltanto con un utilizzo a tempio pieno.


L’esperto internazionale di sperimentazioni cliniche

Anche «l'emergere di strumenti e tecnologie traslazionali rilevanti per l'analisi della variabilità della risposta dei pazienti ai farmaci sono una promessa per la medicina di precisione», ha evidenziato Garret A. FitzGerald, professore di Medicina traslazionale presso la Perelman School of Medicine, Università della Pennsylvania (Usa) nonché Chief Scientific Advisor di Science Translational Medicine. «La sfida - ha affermato - sarà ora quella di garantire un equo accesso ai benefici di questi progressi all'interno dell'attuale modello di business dei farmaci».