Attualità

I NODI ECONOMICI. Imu prima casa, mancano i fondi per toglierla

Eugenio Fatigante sabato 24 agosto 2013
Altro che accordo. L’Imu continua, o meglio resta più che mai pomo della discordia all’interno della maggioranza (questione decadenza di Berlusconi a parte, ovviamente). Conseguenza anche della penuria di risorse con cui il governo si sta confrontando per risolvere l’intricato nodo e che potrebbe portare, in ogni caso, a un pagamento parziale a fine anno. A 4 giorni dal Consiglio dei ministri che il 28 dovrebbe dire addio alla sempre contestata imposta municipale Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl (e primo nemico dichiarato dell’Imu stessa), ha attaccato frontalmente Graziano Delrio. Il ministro degli Affari regionali l’altro giorno aveva "osato" dichiarare che con la nuova Service tax, che prenderà il posto dell’Imu, sarà esentato solo il 70% dei proprietari di casa, mentre continueranno a pagare gli «italiani abbienti». Con un meccanismo che potrebbe tener conto sia delle caratteristiche dell’immobile (la superficie in particolare, forse con uno spartiacque a 150 o 170 mq.) sia del quartiere in cui è ubicato. Parole non gradite a Brunetta, però.A provocare tanto nervosismo è la questione delle risorse. Il Pdl insiste per stabilire con certezza che i possessori di prima casa non devono pagare nulla né quest’anno, né in futuro. Ma una misura del genere costerebbe oltre 4 miliardi, mentre al Tesoro si valuta che a stento si riuscirà a trovare entro il 28 agosto 3,4 miliardi, comprensivi però (oltre ai 2,4 miliardi della rata di giugno) anche del miliardo necessario a rifinanziare la Cig in deroga, misura assolutamente non rinviabile. Il clima è tale che i più pessimisti arrivano a non escludere un clamoroso rinvio dell’intera partita. Il sottosegretario Pier Paolo Baretta assicura tuttavia che non sarà così. Mercoledì il decreto ci sarà e conterrà 3 elementi: i soldi per la Cassa, la parola "fine" all’Imu e il principio (ma non i dettagli) dell’istituzione di una nuova imposta, la Service tax, che assorbirà le attuali Imu - dalle seconde case in su - e Tares sui rifiuti e i servizi comunali. Mentre i 2 miliardi che saranno erogati ai Comuni per favorire questo passaggio potrebbero essere rimandati alla legge di Stabilità.Sulle coperture prosegue intanto il dibattito. Parte delle risorse potrebbero essere reperite con il gettito che arriverà dall’ulteriore rata di 10 miliardi di pagamenti dei debiti arretrati della Pubblica amministrazione. Si tratterebbe di 1,5-2 miliardi di incassi Iva (che potrebbero servire per finanziare anche il rinvio dell’aumento Iva al 22%), ai quali si aggiungerebbero altre risorse, ancora non esattamente definite, che arriverebbero da un aumento (una tantum?) delle accise su giochi, bolli e sigarette.E mentre il ministro Maurizio Lupi fa sapere che dell’Imu si farà un punto anche nell’incontro di oggi ad Arcore con Berlusconi, la polemica politica non accenna comunque a placarsi. «Il ministro Delrio non è competente della materia – si è scagliato Renato Brunetta dai microfoni di "Radioanch’io" –, non conosce la trattativa in corso. Il ministro Delrio ha parlato e poteva non parlare, ha detto delle cose che non stanno né in cielo né in terra. Voglio qui ribadirlo, non si tratta di cancellare l’Imu solo per il 70%». Non è d’accordo Benedetto Della Vedova, di Scelta civica: «Brunetta è il capogruppo dei deputati del Pdl, non il padrone della maggioranza». E lo stesso Delrio risponde: «Me ne occupo perché è un’imposta federale. Zitto non ci sto di sicuro». Per il Pd ha replicato il responsabile economico del Pd: «Si va verso la Service tax – ha detto Matteo Colaninno – che rivedrà l’intero impianto, in quella revisione ci saranno criteri di equità e di rispetto dei conti pubblici dello Stato e dei Comuni: questi sono i vincoli». Dopo il week-end si entrerà nel vivo. La giornata-chiave sarà martedì: al Tesoro sono tutti pre-allertati per una serie di riunioni tecniche, mentre la cabina di regia politica potrebbe anche non tenersi più.