Attualità

Milano. Sull’immigrazione incubo umanitario

Nello Scavo sabato 18 ottobre 2014
Il direttore esecutivo di Frontex, agenzia europea per la protezione dei confini, ha scoperto dalla stampa che Mare Nostrum chiude i battenti a giorni, lasciando il posto all’operazione congiunta europea "Triton". Lo ha rivelato il capo dell’agenzia, Gil Arias Fernandez, ribadendo che Mare Nostrum e Triton non sono la stessa cosa. Secondo Fernandez «le agenzie dell’Ue non possono sostituire gli Stati membri nella responsabilità di controllare le loro frontiere», ma solo offrire supporto. In altre parole, i salvataggi in mare non sono affatto una priorità.Parole che hanno rinnovato la preoccupazione di quanti, specie tra gli attivisti per i diritti umani, ritengono che dal primo novembre potranno verificarsi nuove e più frequenti stragi nel Mediterraneo. «Riteniamo necessario mantenere inalterato, e semmai rafforzare lo sforzo volto a trarre in salvo i profughi, in fuga da scenari di conflitto internazionale purtroppo sempre più cupi. Sono 22.700 i bambini e gli adolescenti giunti in Italia via mare da gennaio sino ad oggi, prevalentemente da Siria, Eritrea ed Egitto», ha ricordato Raffaela Milano, direttore del programma Italia-Europa di Save the Children.«Triton è la più importante operazione di controllo delle frontiere che sia mai stata pianificata e alla quale partecipano diversi Paesi», ha detto a Varsavia, nel quartier generale di Frontex, il capo della Polizia Alessandro Pansa. «Il controllo del mare e delle frontiere – ha proseguito – non si effettua solo con le barche in acqua ma con tutto un lavoro organizzativo alle spalle, che prevede la gestione delle informazioni e dei migranti a terra. Dunque non servono solo gli assetti aeronavali ma anche delle competenze tecniche e di risorse umane». E in quest’ottica, ha concluso Pansa, agenzie come Frontex «possono far ragionare in maniera più europeista e meno campanilista. Gli auspici sono buoni».Il commissario agli Affari interni dell’Ue, Cecilia Malmstrom, ha dichiarato che «sono 29 i Paesi, tra Stati membri ed extra Ue, che hanno messo a disposizione risorse per l’operazione Triton di Frontex. I mezzi a disposizione ora sono anche superiori alle richieste» avanzate dall’agenzia europea. Quello che Malmstrom non dice è che dei 29 Paesi solo 8 forniranno mezzi navali e aerei e tutti gli altri si limiteranno a inviare investigatori con il compito di interrogare i migranti e ottenere maggiori informazioni sui trafficanti.Il direttore dell’agenzia europea ha confermato che l’operazione "Triton" partirà all’inizio di novembre avendo come priorità non la «ricerca e il soccorso» che caratterizzano invece l’operazione italiana "Mare nostrum", grazie alla quale sono stati prelevati dal mare nel giro di un anno circa 143mila immigrati. Fernandez ha sottolineato però che, ogni volta che vi è bisogno, le missioni di controllo Frontex diventano quelle di soccorso, perché sempre «salvare la vita è la priorità assoluta». Parole che non rassicurano affatto gli operatori umanitari. «In un momento in cui le persone cercano in modo sempre più disperato di fuggire le guerre in Libia, Siria o Iraq, siamo scioccati e delusi nel sentire che Mare Nostrum chiuderà e che il soccorso nel Mediterraneo avrà da ora in poi una finalità limitata», ha affermato in una nota Manu Moncada, coordinatore delle operazioni di Medici senza Frontiere in Italia. Anche il sindaco di Lampedusa Giusy Nicolini chiede che «un sistema di accoglienza che eviti nuove tragedie venga comunque mantenuto». Secondo Amnesty International, il dispositivo che verrà messo in campo «pone a rischio le vite di migliaia di migranti e rifugiati che tentano di raggiungere l’Europa».In serata si è appreso che un’imbarcazione con a bordo 86 immigrati è stata soccorsa da unità di "Mare nostrum". Il barcone carico di migranti si trovava in un tratto di mare che non verrà più coperto dai mezzi di "Triton".