Attualità

Immigrazione. Immigrati, i prefetti accusano: lasciati soli

Diego Motta martedì 21 luglio 2015
È la più grande operazione umanitaria che la Repubblica abbia mai compiuto». Non usa mezzi termini, il prefetto Mario Morcone, capo del Dipartimento per l’immigrazione del ministero dell’Interno, per descrivere quanto sta accadendo in questi mesi in Italia. Lo fa parlando davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza, mentre gli sbarchi sulle coste continuano e i territori provano a mettere a punto piani di ospitalità in grado di coniugare rispetto delle regole e legalità. In serata, sull’esecutivo arriva la doccia gelata del sindacato dei prefetti. «I rappresentanti del governo sul territorio sono lasciati soli ad applicare le direttive del governo in tema di immigrazione, spesso in totale opposizione con altri rappresentanti dello Stato, in particolare i sindaci. Siamo diventati bersagli, il governo ci tuteli» spiega Claudio Palomba, presidente del Sinpref, che chiede un incontro ad Angelino Alfano.In mattinata Morcone, responsabile della task force del governo in materia di immigrazione e accoglienza, aveva deciso di non commentare la decisione di Palazzo Chigi di rimuovere il prefetto di Treviso, spiegando che «pur nelle difficoltà che tutti abbiamo sotto gli occhi, come dimostrano casi recenti», stiamo assistendo «ad un piccolo riequilibrio nella distribuzione dei migranti sui territori. In Sicilia resta ancora il 18% delle persone, ma altre Regioni hanno fatto sforzi notevoli come la Lombardia, il Veneto». L’obiettivo è costruire «un’infrastruttura dell’accoglienza che dovrebbe assicurarci in futuro di reggere meglio a situazioni di crisi». Uscire dalla logica dell’emergenza sembra essere una priorità per il Viminale, anche se la presa di posizione di alcuni prefetti dimostra che molte tensioni non sono ancora state sopite. È come se esistessero due anime nella gestione della sicurezza, eppure in molti casi il rapporto tra garanti dell’ordine e primi cittadini sembra solido, soprattutto nelle grandi città.I numeri, poi, confermano che non siamo in presenza di un’invasione: a oggi il numero di sbarchi è in sostanziale equilibrio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Sono 85.361 le persone arrivate nel nostro Paese e questo trend «forse ci consentirà di restare al di sotto della pianificazione nazionale che ci faceva temere di superare le 200 mila persone». Morcone ha quindi definito «deludente l’utilizzo dei meccanismi farraginosi legati al Trattato di Dublino, che è ormai superato dagli scenari attuali». Dal mare intanto arrivano ogni giorno notizie di salvataggi effettuati al largo di Lampedusa. Ieri sono stati tratti in salvo 414 migranti, in quattro diverse operazioni di soccorso coordinate dalla Centrale Operativa della Guardia Costiera a Roma del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le richieste di aiuto sono giunte tramite telefono satellitare e, tra i sopravvissuti, c’erano anche quattro neonati e un bambino che si trovavano a bordo di alcuni gommoni.