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Il punto

sabato 26 marzo 2016
Moody’s promuove il matrimonio tra Banco e Bpm L’agenzia: impatto positivo anche per le altre banche La fusione tra il Banco Popolare e la Bpm ha un impatto positivo a lungo termine sul rating delle due banche e per l’intero sistema bancario italiano. È il giudizio di Moody’s sugli effetti sul merito del credito dell’integrazione fra le due popolari. Secondo l’agenzia, la nuova Banco-Bpm sarà in grado di affrontare un ambiente bancario più competitivo. In particolare, nel lungo termine, la fusione porterà a un risparmio di costi e di una maggiore diversificazione dei ricavi sia il Banco Popolare sia la Bpm operano soprattutto – scrive l’agenzia di rating – nel relativamente ricco Nord Italia, una sovrapposizione che offre l’opportunità di razionalizzare la rete di sportelli. Inoltre un gruppo più grande può offrire una gamma più ampia di prodotti in modo più efficiente, cosa che migliorerà la diversificazione dei ricavi. La fusione è inoltre accompagnata da capitale addizionale, sottolinea Moody’s, ricordando che il Banco varerà un aumento da 1 miliardo che servirà per aumentare il grado di copertura dei crediti deteriorati al 49% (dal 43%) mentre il Common Equity Tier 1 rimarrà ai livello attuali: questo ha un impatto di credito positivo sui rating del debito senior e dei depositi di entrambi gli istituti. Infine, a parere di Moody’s, l’aggregazione contribuirà a migliorare la governance che finora ha costituito un elemento di debolezza per Bpm. Il nuovo gruppo Banco-Bpm sarà un Spa nella quale gli equilibri di potere saranno meglio distribuiti in base al il numero di azioni in mano a ciascun socio. Manca solo l’ultimo 'sì' del Senato, che dovrà arrivare necessariamente entro il 15 aprile per rispettare la scadenza della conversione in legge del decreto governativo. Poi la riforma delle Banche di credito cooperativo sarà definitivamente approvata. L’intelaiatura si basa sulla proposta di autoriforma elaborata da Federcasse