Attualità

PARLA LA RAGAZZA. «Il premier non mi ha mai toccata con un dito»

Gianni Santamaria giovedì 20 gennaio 2011
Karima el-Marough, la 18enne marocchina al centro dell’inchiesta che coinvolge il presidente del Consiglio, assicura ancora una volta di non aver mai ricevuto approcci da Silvio Berlusconi, che non l’avrebbe toccata neppure «con un dito». Alla trasmissione televisiva Kalispera - condotta su Canale 5 da Alfonso Signorini - la giovane assurta alle cronache come "Ruby Rubacuri" affida, però, anche un’altra, sconvolgente, rivelazione. «Il primo choc della mia vita è stato a nove anni: sono stata violentata da due zii». Da questa brutta esperienza sarebbe nata la sua propensione a inventarsi una «vita parallela».Prima di affidare questo segreto, a lungo tenuto dentro, alle telecamere del salotto dell’informazione patinata, la ragazza afferma di averlo fatto anche un mese fa con il suo attuale fidanzato, con il quale avrebbe intenzione di sposarsi. Ma più che i petali dei fiori d’arancio, sono le spine della procura in questo momento a preoccupare la giovane nordafricana, oltre a tenere con il fiato sospeso un’intera nazione. Lei chiede di essere sentita al più presto e di aspettare una convocazione da novembre. Intanto smentisce di aver chiesto all’uomo politico 5 milioni per non comprometterlo («non capisco se quello che scrivono sui giornali è la verità»). E pure di aver mai detto a Berlusconi di essere la nipote di Hosni Mubarak, circostanza che sarebbe stata addotta a mo’ di scusa dal premier nell’ormai famosa telefonata alla questura di Milano. Per quanto Karima-Ruby ammetta di essersi spacciata per una connazionale del presidente del Cairo, proprio per quell’impulso a mentire su di sé, derivato dal trauma dell’infanzia. Pure sull’età dice di aver esagerato: 24 anni e non i 17 reali. Un’altra versione rispetto agli inquirenti la marocchina la dà pure sui soggiorni prolungati ad Arcore. Infine, nega di essere una prostituta. Per Berlusconi solo elogi. Come lei ha sempre detto. E come era da attendersi in una trasmissione certo non ostile. Signorini, tra l’altro, ha di recente più volte intervistato e ritratto (sul settimanale Chi, da lui diretto) in contesti familiari e rassicuranti il premier. Del quale è considerato una sorta di consigliere in materia di immagine.Sprofondata in una poltrona a fiori, davanti a una lampada accesa e alle telecamere la ragazza si è confidata con il giornalista, arrivando anche alle lacrime. Gli ha raccontato il suo primo incontro con Berlusconi, avvenuto nel febbraio 2010 (da allora, assicura di averlo visto poche volte). Di essere arrivata nella villa brianzola del premier invitata da un’amica, senza sapere la destinazione e pensando di dover fare la ragazza immagine. «La mia amica gli aveva detto che ero in difficoltà, e lui era interessato ad ascoltarmi. Mi ha colpito, perché non era obbligato a differenza di tanti psicologi incontrati in comunità». Poi, dopo una normale cena, la busta di 7mila euro come segno di aiuto.In apertura dell’intervista, invece, le violenze che la giovane dice di aver subito. L’asserito stupro. La madre che avrebbe cercato di mettere a tacere la cosa. Poi la cacciata da casa – in Sicilia – dopo che (particolare questo già emerso) avrebbe espresso la volontà di cambiare religione. Il padre le avrebbe persino tirato dell’olio bollente, racconta mostrando i segni delle bruciature. Di qui la vita randagia che l’ha condotta a dormire sulle panchine e in centri di accoglienza per minori.