Attualità

Manifestazione. Family Act, anche gli evangelici in piazza

Maurizio Carucci venerdì 14 novembre 2014
Il Nuovo Centrodestra festeggerà il suo primo compleanno con la manifestazione #Family Act: insieme per la vita e per la famiglia: l’appuntamento è in piazza Farnese a Roma domani alle 14,30. «C’è un pericoloso attacco ideologico all’antropologia naturale della famiglia», ha spiegato il presidente dei senatori Ncd, Maurizio Sacconi, che ieri ha distribuito volantini sull’evento davanti alla Galleria Alberto Sordi. Con lui il coordinatore del partito, Gaetano Quagliariello, la deputata Eugenia Roccella e i senatori Carlo Giovanardi e Roberto Formigoni. Per Quagliariello «la manifestazione di sabato è anche un servizio, non è una manifestazione di partito. È aperta a tutte le persone e le associazioni che continuano a credere nella vita e nella famiglia. Non è una manifestazione contro qualcuno, ma a favore di quella istituzione che ha consentito al Paese di reggere contro la crisi perché la famiglia è il primo ammortizzatore sociale. Ha consentito ai più giovani e ai più anziani di non essere travolti dalla crisi».Anche gli evangelici in Piazza Farnese. Il pastore Stefano Bogliolo, 56 anni, due figli e un nipote, rappresenterà l’Alleanza Evangelica Italiana. Non è la prima volta che aderite a queste manifestazioni... Siamo stati presenti anche al Family Day. Sono molte le ragioni che ci spingono a essere presenti anche al #FamilyAct. Crediamo sia necessario contrastare come cristiani ed evangelici gli attacchi alla famiglia e alla vita. Il nostro compito è risvegliare le coscienze alla luce del Vangelo. E come? Prima di tutto preciso che riconosciamo un solo modello di famiglia, quella naturale, monogamica ed eterosessuale, come nucleo della società. Ogni altro modello esula da qualsiasi principio e insegnamento cristiano, sia storico sia teologico. Basti pensare che il modello di 'famiglia cristiana' è stato la grande novità dei primi secoli della Chiesa. Non si corre il rischio di venire strumentalizzati? Ci viene offerta l’opportunità di affermare  i valori della famiglia e della vita. Il nostro auspicio è che qualcosa possa cambiare. Anche nei confronti degli omosessuali: questo tema va affrontato con molta chiarezza, ma con comprensione e amore. Non serve a nessuno usare toni rabbiosi. Tutti sono liberi di vivere la loro relazione affettiva come meglio credono, anche con persone dello stesso sesso, ma chiederne il riconoscimento legislativo è molto rischioso perché attribuirebbe valore sociale a rapporti che devono essere mantenuti solo sul piano dei 'diritti individuali'. D’altro canto la legge non può metterci un bavaglio ed essere liberticida: chi ha cuore le sorti della famiglia e della vita deve essere presente a manifestazioni del genere. Ma come tutelare la famiglia? La Costituzione agli articoli 29, 30 e31 stabilisce nella società italiana un caposaldo, un punto di riferimento, sviluppo e crescita civile e universale. Noi vogliamo proporre un modello credibile. La manifestazione di sabato è un’occasione per indicare un’azione al governo, per poter tendere, sostenere e agevolare la formazione della famiglia e aiutare soprattutto le giovani coppie e i nuclei con più figli. Che si aspetta dalla manifestazione di Piazza Farnese? Riconosciamo i diritti civili a tutti, così come sono abbondantemente sanciti nella Costituzione, ma non possiamo pensare a una famiglia diversa da quella che Dio ha costituito. Sarebbe un altro soggetto e allora bisognerebbe chiamarlo con un altro nome. Dobbiamo alzare la voce per aiutare la società a capire che si va verso una direzione pericolosa. E che cosa chiedete alla politica? Servono politiche a favore delle famiglie tradizionali, visto che spesso si parla del problema della denatalità. Ciò è evidentemente dovuto al fatto che crescere figli oggi è molto oneroso. C’è il problema per i giovani che vorrebbero mettere su famiglia di avere un lavoro che consenta loro di accendere un mutuo per acquistare la casa, poi quando i figli hanno raggiunto l’età scolare la famiglia deve fare i conti con i costi proibitivi per farli studiare, e così via. Una famiglia fatica ad andare avanti in queste condizioni e questo spiega la scarsa disponibilità a metter al mondo più di uno o due figli.