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Il giallo. Denise Pipitone, l’ultima attesa. La famiglia aspetta la verità dalla Russia

Max Firreri mercoledì 7 aprile 2021

Un'immagine dal profilo Instagram di Olesya Rostova per cui è' atteso oggi l'esame del Dna per verificare se possa essere la bimba scomparsa 17 anni fa a Mazzara del Vallo

La giovane russa Olesya Rostova sarà Denise Pipitone? È la domanda che da giorni tiene col fiato sospeso i genitori Piera Maggio e Piero Pulizzi ma anche tutta Italia, tornata a seguire la vicenda della bimba scomparsa a Mazara del Vallo il 1° settembre 2004. La risposta si saprà soltanto oggi, durante la nuova puntata di "Lasciali parlare", in onda sul Primo Canale russo.

Eppure ieri, su insistenza dell’avvocato Giacomo Frazzitta che difende da anni la famiglia Pulizzi-Maggio, il legale ha ricevuto una e-mail con i dati della giovane prima della registrazione della puntata: «Ho girato quanto ricevuto alla Procura di Marsala che segue le indagini» ha detto, mantenendo così l’embargo che avrebbero chiesto dalla tv. L’annuncio, dunque, si saprà soltanto oggi, durante la messa in onda del programma.

A riaccendere i riflettori sul caso che 17 anni fa scosse l’Italia è stato l’appello che la giovane Olesya ha fatto in diretta tv durante la trasmissione "Lasciali parlare", in onda sull’emittente russa Primo canale: in lacrime Olesya Rostova ha chiesto di conoscere la mamma originale ma ha anche raccontato alcuni particolari di ciò che ricorda della sua infanzia, culminata, all’età di 5 anni, in un orfanotrofio. Tante similitudini o forse semplicemente coincidenze con quello che è successo per Denise a Mazara del Vallo: la scomparsa a 4 anni, poi una, tra le tante segnalazioni, di un metronotte che a Milano avrebbero ripreso in un video una bambina con una signora rom. Diciassette anni di ricerche, diverse piste investigative battute, tra le quali quella familiare, non hanno portato a nulla.

Anche il processo celebrato dinnanzi al Tribunale di Marsala, che ha visto imputata principale la sorellastra di Denise, Jessica Pulizzi, non ha dato una verità sulla scomparsa della piccola.

Un mistero che in quasi venti anni ha vissuto la mamma Piera Maggio e il papà biologico di Denise, Piero Pulizzi. «In questi 17 anni è rimasto un grande dubbio su come sia scomparsa Denise. Chi sapeva e ha taciuto, penso che non troverà mai il perdono di nessuno, né in terra e né in cielo», ha detto ieri Giorgio Macaddino che nel 2004 era sindaco di Mazara del Vallo.

I riflettori sul caso si sono riaccesi ogni volta che alla famiglia è giunta una segnalazione. «In questi anni sono stato vicino a Piera Maggio nel suo dolore e nella sofferenza di madre – ha detto il vescovo monsignor Domenico Mogavero – più volte ci siamo incontrati, anche in occasioni lontane dagli anniversari. In lei ho sempre riconosciuto la forza e il coraggio di mamma che non si è mai arresa». Piera Maggio e Piero Pulizzi anche in questo caso ci vanno cauti, seppur la loro speranza è viva. Sarà la scienza a dare l’ultima parola su questa ulteriore segnalazione.

Il Dna di Denise dal 2010 è depositato presso il Ris di Messina e si aspetta da Mosca quello di Olesya per poterlo comparare. «Ma abbiamo chiesto dapprima il gruppo sanguigno», ha detto ancora l’avvocato Frazzitta, l’unico delegato a parlare per la famiglia. Il legale ha già avuto contatto anche col collega russo che segue la giovane a Mosca. «Si sono detti disponibili a collaborare» ha ribadito Frazzitta. A Mazara del Vallo, intanto, c’è attesa e ansia per conoscere se questa giovane russa in cerca della mamma sia Denise o meno: «A dircelo sarà la scienza. Se accerteranno che è lei, saremo pronti ad accoglierla tra di noi» ha detto Antonella Marino, dirigente scolastico dal 2014 dell’Istituto comprensivo "Luigi Pirandello" di Mazara del Vallo, del quale fa parte il plesso scuola materna "Gianni Rodari" di piazza Macello che frequentava la piccola Denise Pipitone nell’anno in cui è scomparsa.