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Tagli al Pnrr. I sindaci del Sud: una decisione contro di noi. Ora tutto più difficile

Antonio Maria Mira sabato 29 luglio 2023

«La decisione del governo sul Pnrr è per noi un grave danno, ma anche un’ingiustizia, un'offesa al nostro impegno. Perché noi abbiamo fatto, con grandi sforzi, tutto quello che dovevamo fare per spendere bene e nei tempi previsti i fondi. Siamo in perfetta regola». È deluso e molto arrabbiato Renato Natale, sindaco di Casal di Principe, un tempo “regno” incontrastato del potentissimo clan camorrista dei “casalesi” e oggi simbolo del riscatto. Come ha sottolineato lo scorso 21 marzo il presidente Mattarella nella visita per l’anniversario dell’uccisione di don Peppe Diana. L’amministrazione comunale puntava moltissimo su questi fondi «per dare un nuovo volto al paese, per fornire servizi alla comunità, in particolare per le fasce deboli». Come i circa 3 milioni destinati a 3 beni confiscati dove realizzare un centro antiviolenza, appartamenti di edilizia sociale e l’università della legalità. Ma anche 2,5 milioni per combattere il dissesto idrogeologico, come ci spiega l’ingegner Vincenzo Cenname, responsabile del servizio lavori pubblici e ambiente del Comune: «Si tratta di vasche di laminazione per assorbire gli eventi climatici estremi. Le fogne comunali sono vecchie e non tengono più. Inoltre nel passato si è costruito in modo sconsiderato aggravando la situazione. Volevamo iniziare i lavori in ottobre». Invece, denuncia il sindaco, «il personale comunale ha fatto miracoli per rispettare quanto prescriveva l’Europa e ora dobbiamo ricominciare daccapo. Ci rendono tutto più difficile». Lo stop è arrivato anche per 5 milioni destinati alla rigenerazione urbana e oltre un milione per l’efficientamento energetico. «Abbiamo predisposto progetti e bandi e avremmo completato tutto tra il 2025 e il 2026. Volevamo dimostrare che anche al Sud è possibile fare buona amministrazione. Anche dove c'è il rischio mafie. Per questo - ricorda - abbiamo firmato con la Prefettura un protocollo di legalità».Tutto inutile? Il governo assicura che le opere saranno realizzate con altri fondi. «Ma sono quelli per le politiche sociali - replica Natale - dove noi abbiamo già progetti per 5 milioni. Che facciamo, li togliamo per finanziare i progetti Pnrr? La coperta è corta. Così a rimetterci saranno i più deboli». Inoltre, aggiunge Cenname, «mentre i finanziamenti Pnrr vanno spesi entro il 2026, quelli della Coesione sono spalmati fino al ‘29. Come faremo con le gare? Avremo di sicuro contenziosi con le imprese». Inoltre bisognerà rifare tutte le procedure perché le piattaforme sono diverse. Così Renato Natale si sfoga: «Non sono abituato a fare polemiche, ma questa decisione è contro il Sud, in particolare contro il Sud che funziona. Davvero un brutto regalo».