Attualità

Napoli . I bambini che lasciano scuola è emergenza sociale

Antonio Averaimo sabato 2 luglio 2022

Napoli (ri)fa i conti con l’abbandono scolastico e si scopre ancora più fragile. Stando ai dati forniti recentemente dal Comune per quanto riguarda le scuole primarie e le secondarie di primo grado (ovvero rispettivamente la vecchia scuola elementare e la vecchia scuola media), in città l’abbandono scolastico è addirittura raddoppiato rispetto al periodo pre-Covid. Sono infatti oltre 2.300 gli alunni segnalati ai servizi sociali e 600 quelli bocciati a causa delle troppe assenze alla fine dell’anno scolastico 2020/21. Le scuole con più alunni segnalati e bocciati sono, neanche a dirlo, quelle dei quartieri popolari del centro (Avvocata, Mercato, Pendino) e quelli della periferia nord (Scampia, Secondigliano, Piscinola, Miano, San Pietro a Patierno, Chiaiano). Questo è dunque il quadro che emerge dal monitoraggio del fenomeno dell’evasione scolastica ad opera del Comune di Napoli per l’anno scolastico 2020/21.

Un quadro che, a detta del Comune, descrive un «preoccupante peggioramento dell’abbandono scolastico » e «restituisce l’istantanea di un fenomeno che ha le dimensioni di una vera e propria emergenza sociale». Basti pensare che, per quanto riguarda il triennio preso in questione, nella scuola primaria si è registrato un incremento dell’abbandono pari al 181,08%, mentre nella scuola secondaria di primo grado il peggioramento è stato invece pari al 29,97%. Nel tentativo di spiegare le ragioni dell’aumento dell’evasione scolastica a Napoli – che peraltro ha colpito proprio il ciclo di istruzione che ne dovrebbe essere maggiormente al riparo –, era inevitabile che si citasse il massiccio ricorso alla Didattica a distanza.

Ma nel report del Comune di Napoli sull’abbandono scolastico trovano spazio anche altre motivazioni: «Nonostante il grande sforzo compiuto dalle istituzioni scolastiche per garantire una continuità nella didattica – si legge nel documento –, non si può ignorare che la condizione di grave difficoltà sul piano economico e sociale, determinato o aggravato dalla pandemia, possa aver avuto una ricaduta negativa sui soggetti più vulnerabili e a rischio dispersione ed abbandono ». Tradotto: la cosiddetta 'pandemia sociale' ha influito anche in questo aspetto della vita pubblica.

Proprio all’inizio di questa settimana, il ministero dell’Istruzione ha assegnato la prima tranche di fondi del Pnrr destinati a combattere l’evasione scolastica (500 milioni, il piano ha una dotazione totale di 1,5 miliardi). Oltre il 50% sarà destinato alle scuole del Sud. A Napoli e alla sua provincia sono andate, come annunciato dal ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, lo scorso 13 maggio all’atto della firma del Patto educativo per Napoli e la città metropolitana di Napoli, rispettivamente 15 e 40 milioni, distribuiti alle scuole ritenute a maggior rischio dispersione.

Ma l’assessore regionale all’Istruzione, Lucia Fortini, ha attaccato duramente i criteri con cui il ministero ha ripartito i fondi anti-evasione scolastica in Campania, giudicando la lista degli istituti che riceveranno i fondi «totalmente scissa dalla realtà», visto che prevede «fondi a scuole di quartieri-bene come Posillipo e il Vomero» mentre altri istituti di quartieri difficili «come Ponticelli e Forcella» sono stati esclusi. Gli effetti della dispersione scolastica sul tessuto giovanile sono evidenti. Nei giorni scorsi, il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, durante un question time al Senato, ne ha parlato, ricordando che «Napoli è al centro dell’agenda politica del governo per la sua rilevanza strategica rispetto allo sviluppo del Paese».

Tra gli interventi promossi, la titolare del Viminale ha messo al centro proprio i progetti per la prevenzione della devianza giovanile e per la sicurezza sul lavoro, «contro la povertà educativa e la dispersione scolastica», oltre all’accordo per la promozione e l’attuazione di un sistema di sicurezza integrata che contiene progetti ad ampio spettro per promuovere «lo sviluppo territoriale in una cornice di legalità».