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Fatti. I 10 milioni della Chiesa di Bologna per aiutare gli ultimi. Ecco come

Chiara Unguendoli, Bologna giovedì 21 novembre 2019

La sede dell'azienda Faac, donata alla Diocesi di Bologna

Dieci milioni di euro: questo il bel gruzzolo che la diocesi di Bologna ha avuto a disposizione dai dividendi 2018 della Faac, la multinazionale dei cancelli automatici che la Diocesi stessa ha ricevuto in eredità dallo scomparso proprietario Michelangelo Manini.

E tutti sono stati utilizzati, nel 2019, seguendo l’indicazione del donatore, per opere «di bene»: carità e assistenza verso individui e famiglie, sostegno alla frequenza scolastica, aiuto agli immigrati, a chi cerca o ha perso il lavoro.

Ora la diocesi ha deciso di rendicontare pubblicamente come questi ingenti fondi sono stati e saranno impiegati. «Dei 10 milioni – spiega il vicario generale per l’Amministrazione, monsignor Giovanni Silvagni – uno è andato in tasse e 6,5 sono stati allocati in azioni caritative e sociali. Ne rimangono 2,5, conservati soprattutto per le emergenze ».

«La cifra esatta di quanto allocato è 6 milioni 492mila e 441 euro – precisa il vicario episcopale per la Carità, don Massimo Ruggiano –. Di questi, 1 milione mezzo è stato utilizzato dalla Caritas diocesana e da quelle parrocchiali, 1 milione 320mila per combattere la dispersione scolastica e per i doposcuola; 1 milione per il progetto 'Insieme per il lavoro'. I restanti 2 milioni e 671mila sono stati distribuiti su un gran numero di progetti di aiuto: 32 nella diocesi, 3 in altre zone d’Italia, 19 per i Paesi di missione».

Una distribuzione equa, dunque, che in diocesi si è servita soprattutto delle Caritas parrocchiali e zonali, sensibili «antenne» sul territorio. «È grazie a loro che riusciamo ad individuare i bisogni e ad aiutare concretamente – afferma don Matteo Prosperini, direttore della Caritas diocesana –. Nel 2019 ci hanno chiesto l’aiuto dei fondi Faac ben 178 parrocchie, che a loro volta hanno sostenuto 1.770 famiglie. E l’aiuto più grosso, naturalmente, è stato quello per il pagamento dell’affitto e delle utenze».

Don Prosperini ci tiene poi a precisare che gli aiuti «sono finalizzati non solo ad un sostegno immediato, ma anche e soprattutto ad aiutare le famiglie a rendersi autonome». Aiuto che viene anche dai progetti di sostegno scolastico, coordinati da Silvia Cocchi, incaricata per la Pastorale scolastica: sono stati sostenuti circa 300 bambini e ragazzi disabili, 2.400 studenti hanno usufruito dei doposcuola, quasi 3mila hanno avuto una piccola cifra, anche solo per poter partecipare a una gita scolastica o poter svolgere sport.

E anche «Insieme per il lavoro», il progetto creato da diocesi, Comune, Città metropolitana e parti sociali per aiutare chi non ha o ha perso il lavoro ha beneficiato dei fondi Faac: «Le richieste sono state circa 3.200 – spiega il referente per la diocesi Giovanni Cherubini – e tra chi ha fatto domanda, circa 850 hanno trovato lavoro ».