Attualità

Il volume. Esce "Sorridere e giocare fa bene al cuore"

Alessia Guerrieri giovedì 11 novembre 2021

Se si sorride si è più felici. E se a sorridere è Papa Francesco allora, l’emozione e il «privilegio» è ancora più grande. A raccontare i 50 secondi in cui il 28 dicembre 2016 è stato a meno di 30 centimetri da Bergoglio, mostrando un gioco di magia è il mago Heldin, all’anagrafe Egidio Russo. Un evento eccezionale – è stato il primo mago ad esibirsi in Sala Nervi davanti al Papa coinvolgendo il pontefice proprio in uno dei suoi numeri di illusionismo – racchiuso nel libro “Sorridere e giocare fa bene al cuore. Tutto quello che è avvenuto a 30 cm dal Papa” scritto appunto da Heldin insieme a Gian Mattia Bruno con prefazione di Michele Cucuzza (Santelli editore). Un volume in cui il mago Heldin non si nasconde dietro nessun trucco, ma si lascia vedere da vicino, con le sue emozioni e la sua “piccolezza” davanti al Papa. Ma è soprattutto un libro per le famiglie, cui parte del ricavato verrà devoluto a Scholas Occurrentes e ai suoi progetti educativi in tutto il mondo, visto che una buona fetta del volume è dedicata a svelare venti giochi di magia da fare in casa per far divertire grandi e piccini.

«Sono stato fortunato a vivere un momento così intenso e unico davanti al Papa – spiega Heldin presentando il volume a Roma – per questo volevo restituire questo privilegio donando la mia arte ad un progetto come Scholas Occurrentes a cui il Papa tiene molto». Così nel volume vengono svelati i simpatici retroscena che hanno preceduto e seguito quel momento in Sala Nervi, ma c’è un desiderio ulteriore che il mago ha oggi: «Vorrei consegnare la prima copia del volume personalmente al Papa, spero che ciò possa accadere presto».

A coadiuvare nella stesura delle 175 pagine di sensazioni un giovane scrittore, Gian Mattia Bruno, per cui «non è stato difficile mettere nero su bianco un racconto senza filtri come quello di Heldin, perché il momento con il Papa è stato un incontro di grande naturalezza». Ora il passo successivo è fare in modo che il ricavato del volume, spiega la coordinatrice Scholas Italia Alessandra Graziosi, «possa contribuire a portare nuovi progetti educativi lì dove ancora non siamo arrivati, oltre i 190 Paesi in cui sono già presenti 450mila nostri istituti».