Attualità

Manovra. Salvini e Di Maio, giornata ad alta tensione sul reddito

Luca Mazza giovedì 4 ottobre 2018

Prima ancora dei conti, sono i proclami che non tornano. Le versioni dei due azionisti di maggioranza del governo gialloverde sulla ripartizione delle risorse della manovra non coincidono. Tra le dichiarazioni di Luigi Di Maio e quelle di Matteo Salvini ballano due miliardi di euro. Perché per il primo la quota destinata al reddito di cittadinanza è di 10 miliardi, mentre ad ascoltare il vicepremier della Lega il finanziamento della "misura bandiera" dei pentastellati non supererà gli 8 miliardi. La guerra di cifre dentro l’esecutivo va avanti per tutta la giornata con gli esponenti di 5 stelle e Carroccio che sostengono le affermazioni dei rispettivi leader.

È un braccio di ferro che arriva in un momento cruciale, cioè all’indomani del vertice politico in cui – teoricamente – sarebbe stata trovata la quadra sulla nota di aggiornamento al Def (ancora in attesa di essere trasmessa alle Camere). Per quanto possibile, alcuni big dei due partiti provano a smussare i contrasti e le divergenze esistenti. «Tutte le proposte sono assolutamente condivise dalla maggioranza e auspichiamo un ampio consenso anche dalle altre forze politiche – sostiene il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, fedelissimo di Di Maio –. Quanto al Def siamo in piena sintonia sulle risorse e sulle misure da adottare. Il reddito di cittadinanza sarà finanziato con 10 miliardi per una platea di 6 milioni e mezzo di persone». La frase finale di Fraccaro conferma che però sulle cifre nessuno ha intenzione cedere un millimetro. Del resto, anche Salvini è stato piuttosto netto nello smentire i calcoli del capo politico del M5s. «Se la matematica non è un’opinione, ci sono 7-8 miliardi per la Fornero e ce ne sono 8 per il reddito», dice il ministro dell’Interno a Radio Anch’io, spiegando che in totale si arriva a 16 miliardi «tra reddito di cittadinanza, aumento delle pensioni di invalidità, quoziente familiare, premio alle famiglie numerose, quindi un contributo alla natalità, e superamento della legge Fornero».

Prima di ribadire la sua tesi, Di Maio aspetta che siano i suoi uomini più stretti a sostenere il tesoretto a "doppia cifra" previsto per il reddito. Tra i primi a intervenire per replicare alle parole di Salvini è il sottosegretario M5s alla presidenza del Consiglio, Stefano Buffagni: «Credo che stamattina fosse ancora troppo presto e probabilmente Salvini si è sbagliato, perché ho qui davanti la tabella, decisa con i nostri partner, e abbiamo 9 miliardi più 1 per il reddito di cittadinanza». Lo stesso Di Maio, in serata, sintetizza come sia stata suddivisa la torta della manovra: «Ci saranno i 10 miliardi per il reddito di cittadinanza, i 7 miliardi per la legge Fornero, il miliardo e mezzo per i truffati delle banche».

Anche un po’ per sviare dal duello sulle cifre che è scattato con l’alleato, il vicepremier M5s comunica che si userà la mano pesante per evitare che l’assegno di cittadinanza finisca ai falsi poveri. Chi bara rischia il carcere. «Non verrà dato un solo euro a chi sta sul divano, perché i destinatari avranno tutta la giornata impegnata per la formazione e opere di pubblica utilità e non avranno il tempo di lavorare in nero – precisa –. Chi imbroglia si becca 6 anni di galera per dichiarazioni non conformi alla legge».

Non a caso al Question time al Senato Di Maio sottolinea di avere inserito «una serie di misure che contrastano i furbi». Il timoniere del M5s aggiunge altri dettagli sulle modalità di erogazione, dopo che nei giorni scorsi erano circolate varie ipotesi, tra cui quella della tessera sanitaria: «Avverrà tramite una card "anonima", ovvero un normale bancomat personale, che servirà a tracciare ogni pagamento». In attesa che dallo staff di Di Maio diffondano uno schema con le linee guida si conferma che il reddito di cittadinanza potrà essere usato solo nel perimetro delle spese consentite. Altolà, dunque, ad acquisti che Di Maio ha definito «immorali» – dall’azzardo ai tabacchi – e spazio solo a quelli che consentono «la sopravvivenza minima per l’individuo». L’importo inoltre dovrà essere speso nel corso del mese: da quello successivo si riparte da 780 euro, senza lasciti.

Da Assisi, dove si è recato in occasione della celebrazione per la festa del patrono d’Italia, anche Giuseppe Conte si dice «particolarmente orgoglioso» di aver «adottato» il reddito di cittadinanza. «Non offriamo un sussidio assistenziale – ribadisce –. Facciamo scoccare la scintilla che consentirà di rendere pienamente partecipi della nostra comunità politica, economica e sociale tante persone che in questo momento ne sono escluse».