Attualità

EMERGENZA AVVELENATA. Guerra ai roghi tossici Adesso parlano i fatti

Antonio Maria Mira venerdì 14 dicembre 2012
Un numero verde antiroghi. Presidi delle forze dell’ordine ogni 3-4 comuni per controlli mi­rati. Nuovi mezzi ipertecnologici per i vigili del fuoco. Coinvolgimento delle associazioni di vo­lontariato per la sorveglianza del territorio. Controlli sulle filiere produttive, in particolare gommisti e rot­tamatori. Una cabina di regia presso la prefettura di Napoli per le bonifiche. E soprattutto una forte pres­sione sui Comuni per «costringerli a fare quello che de­vono fare». È quanto ha messo in campo in appena 15 giorni il commissario antiroghi, viceprefetto Donato Cafagna, nominato dal ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri. Un primo bilancio che ha voluto fare con don Maurizio Patriciello e i rappresentanti dei vari comitati della zona. Incontro molto semplice e amichevole. Ma ricco di notizie. Controlli mirati Istituiti due gruppi di lavoro presso le prefetture di Napoli e Caserta, con la partecipazio­ne dei questori, dei comandanti provinciali di Cara­binieri, Finanza, Forestale, della Polizia stradale, dei vigili del fuoco e delle Polizie provinciali. Oltre al ca­po del pool reati ambientali della Procura di Napoli, Nunzio Fragliasso. L’attività di controllo deve cambiare, non più diffusa ma mirata. A partire dalle segnalazioni. Ol­tre ai normali numeri delle forze dell’ordine sarà presto attivato, a cura della Regione, un numero verde dove sarà possibile fare anche segnala­zioni anonime. La questura di Napoli è già partita auto­nomamente, la prossima set­timana il commissario sotto­porrà ai due prefetti la pianificazione dei controlli. Nuovi mezzi per i vigili del fuoco Dopo la segnala­zione di un rogo ci sarà l’intervento immediato dei vi­gili del fuoco che dovranno svolgere anche un’attività investigativa immediata. Per lo spegnimento i vigili del fuoco hanno chiesto al commissario dei mezzi speciali che utilizzano acqua e schiuma con iniezio­ne di aria compressa, che soffoca più rapidamente le fiamme. Li avranno. Presidi forze dell’ordine Saranno costituiti dei presi­di delle Forze dell’ordine ogni 3-4 comuni, con un «ca­po maglia» per poter meglio intervenire a fattor co­mune. Inoltre Carabinieri e Polstrada, col supporto dei militari, dovranno sorvegliare le strade notoria­mente più utilizzate per il trasporto illegale dei rifiu­ti, operando anche il sequestro dei mezzi. Controlli mirati e non casuali. Coinvolgimento volontariato Nei controlli sul terri­torio sarà richiesta la collaborazione delle associazio­ni di volontariato, anche attraverso un corso di for­mazione che darà la qualifica di guardie volontarie ambientali. Filiere produttive sotto osservazione La Guardia di fi­nanza opererà controlli accurati su alcune filiere pro­duttive, in particolare pneumatici, rottami metallici e rifiuti elettrici e elettronici. Una cabina di regia per le bonifiche Sul tema del ri­sanamento il commissario ha già incontrato regione e province. Prossimamente i Comuni. Poi, presso la prefettura di Napoli, partirà una cabina di regia che oltre alle istituzioni vedrà l’Arpac e le Asl. Il fine è «u­no sforzo straordinario e mirato», per un programma articolato di risanamento delle aree incendiate. Le province dovranno effettuare la pulizia delle perti­nenze stradali, spesso usate come discariche. I co­muni attivarsi subito sui rifiuti solidi urbani, aumen­tando la raccolta differenziata. Si metteranno così in evidenza i rifiuti speciali, perché «quando tutto è gri­gio » è più facile nasconderli. Le risorse per le bonifi­che sono messe a diposizione dal ministero dell’Am­biente. «Ma andranno usate con grande attenzione», spiega il commissario. È inoltre previsto che nelle a­ree liberate dei rifiuti si facciano interventi di riquali­ficazione ambientale anche affidandole alle associa­zioni. Videosorveglianza È imminente un bando per la vi­deosorveglianza nei comuni orientato soprattutto sul­le aree più sensibili per i roghi. Ma poi toccherà ai co­muni farle funzionare e intervenire tempestivamen­te.