Attualità

Governo. Manovra «sociale», ma toglie alle famiglie

Marco Iasevoli venerdì 21 novembre 2014
Il governo prova a dare una venatura sociale alla manovra, ma i risultati lasciano un retrogusto amaro. Un emendamento su tutti, ieri, è stato salutato prima con soddisfazione, poi con crescente disillusione. In commissione Bilancio della Camera è sbarcata la proposta dell’esecutivo di riportare da 250 a 400 milioni il Fondo per le non autosufficienze, ma i 150 milioni vengono recuperati con la rimodulazione del bonus-bebé e dunque con la riduzione della dotazione da 500 milioni inizialmente prevista per la famiglia. Inoltre, il ritorno del Fondo agli originari - e già insufficienti 400 milioni vale solo per il 2015, mentre per il 2016 e il 2017 occorrerà un nuovo finanziamento.  La partita di giro tra non autosufficienti e famiglie lascia perplesse le associazioni. «Una doccia gelata », scrive la Fish in una nota. «Si trovino le coperture altrove, non dal sociale», spiegano dal direttivo dell’organizzazione. Si attende inoltre la norma dettagliata per capire se i soldi avranno come destinatari malati e famiglie oppure i centri di assistenza. Analoghe prese di posizione, all’insegna della «guerra tra poveri», arrivano dal Forum delle associazioni familiari. Ma il governo ha fatto i suoi conti e, per non alterare i saldi della manovra, il rimpinguamento del Fondo per le non autosufficienze passa per la riscrittura del bonus-bebé. Il benefit triennale ai bimbi nati dall’1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2017 non avrà più il tetto dei 90mi- la euro, ma sarà invece ancorato all’Isee, dunque arriverà ad una platea di redditi medi, bassi e bassissimi. Così si spenderà di meno. L’altra scelta forte dell’esecutivo - in realtà in parte obbligata - è di estendere agli extracomunitari che ne hanno i requisiti la social card, la carta per gli acquisti (circa 40 euro al mese) destinata agli over 65 e ai minori di 3 anni in condizioni di grave disagio economico. Nella relazione illustrativa dell’emendamento, si fa capire che la scelta è legata anche ad un motivo burocratico: l’estensione era già stata introdotta nel milleproroghe dell’anno scorso e poi cassata in sede di conversione. Intanto però il beneficio è stato erogato nei primi 3 mesi del 2014, e dunque ci si sarebbe trovati nell’incresciosa situazione di chiedere i soldi indietro a chi li ha ricevuti. Inoltre, andavano comunque saldate le Poste che hanno erogato il servizio. Contro il provvedimento insorge la Lega (e anche la destra di Forza Italia): «Renzi regala la social card, sarà battaglia», avverte Calderoli. Il Tesoro replica: «I criteri d’accesso sono gli stessi di prima. Stanziamo 250 milioni, la medesima cifra dell’anno scorso». Infine si evidenzia anche un aumento di risorse di 650mila euro al Garante dell’infanzia. Bocciato per l’ennesima volta la 'google-tax'.  Ieri in commissione Bilancio si è parlato - curiosità - di armi sceniche, di armi 'semivere' usate nei film e che saranno vietate se non si correggerà l’attuale norma. Mentre è stato abolito l’obbligo di informare i sindacati per impiego straordinario imprevisto delle forze dell’ordine. Pregnante, perché riguarda le tasche di tutti, la riforma del canone Rai che arriverà durante l’iter al Senato: si pagherà in bolletta, con grosso recupero di evasione. In generale, su gran parte dei temi spinosi (fondi pensione, Tfr, local tax, personale delle province) occorre trovare coperture per operare modifiche e dunque si rinvia al Senato. L’esame in commissione si chiuderà martedì, in una giornata di grande rilievo dal punto di vista europeo. Arriverà la sospirata promozione di Bruxelles alla legge di stabilità (sebbene condizionata alle riforme), e soprattutto Juncker definirà il piano di investimenti da 300 miliardi. Come noto, Renzi vuole che ci sia un grosso impiego di risorse pubbliche e, considerando che in gran parte saranno prestiti Bei, avverte: «Non siano conteggiati nel deficit».