Attualità

Milano. Tangenti Expo, gli imprenditori ora parlano

Luigi Gambacorta e Nello Scavo giovedì 15 maggio 2014
Tutti da Ilda Boccassini, alle sette di se­ra. Ci sono Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio. Li guida il procuratore capo Bruti Liberati dal quale i due pm erano scesi a sintetizzare le 13 ore in interrogatori: quat­tro con Sergio Cattozzo, nove con il costrut­tore vicentino Enrico Maltauro. Evidente la generale soddisfazione. L’imprenditore ve­neto ha confermato pienamente la disponi­bilità annunciata nell’interrogatorio di ga­ranzia. Ha ripetuto che non poteva sfuggire al meccanicismo, che impone di pagare per o­gni appalto, pena l’esclusine dal giro e dai la­vori. Tutto tradotto dai magistrati in un laco­nico: «Ha confermato l’impianto accusato­rio; ha spiegato come funziona il sistema». Perciò è stata scelta la secretazione del verbale, «una evidente necessità», condivisa anche dal difensore Giovanni Dedola. Questo é solo il primo di una tornata di in­terrogatori. In quelli successivi, a cominciare dalla settimana prossima, dovranno essere  messi a fuoco tanti particolari, i riscontri con i coimputati, Gianstefano Frigerio, Primo Gre­ganti, Luigi Grillo Primo Greganti, che non potranno o non vorranno avvalersi sempre della facoltà di non rispondere. Serviranno anche a completare altri 'scenari', a dise­gnare i rapporti con i politici, i tanti che ab­bondano nelle 'informative'. A definire, in­fine, chi siano gli altri imprenditori entrati nel sistema, già emersi nelle indagini, che la Guar­dia di Finanza nel frattempo completa. L’interrogatorio di Maltauro, cha ha parlato di tangenti di 1,2milioni, ha avuto già un primo riscontro con quello di Sergio Catozzo. Che,  nelle quattro ore di domanda e risposta è pas­sato dal definirsi un «lobbista all’americana», a essere uno che «di mestiere faceva il me­diatore ». Professione per la quale sotto la vo­ce «consulente» era stato «assunto» da Mal­tauro a 150mila euro l’anno. La prima conclusione evidente è che la co­siddetta «cupola», l’associazione a delinque­re e già spaccata nettamente a metà. A Mal­tauro e Cattozzo, la previsione è facile, si ag­giungerà Angelo Paris, ormai ex responsabi­le dell’ufficio contratti Expo che non ha esi­tato prima a mettersi a totale disposizione per ottenere, con le protezioni politiche, il posto di amministratore delegato di Infrastrutture lombarde, lasciato vacante dal coimputato Antonio Rognoni. Riesplode intanto la polemica nella magi­stratura milanese tra il procuratore capo Ed­mondo Bruti Liberati e l’aggiunto Alfredo Ro­bledo, col secondo che accusa il primo di a­ver «detto il falso». Con una nota inviata al C­sm, Robledo ha risposto alle accuse mossegli da Bruti Liberati di avere determinato «un rei­terato intralcio alle indagini» sull’Expo. Per il procuratore aggiunto l’episodio del «doppio pedinamento» di cui aveva parlato Bruti non è mai avvenuto e, a sostegno della sua tesi, ha fornito una prova documentale all’organo di autogoverno della magistratura. Robledo ha chiesto poi di essere sentito dal Csm. Infine, torna in scena Primo Greganti, che ha annunciato un «memoriale» per difendersi dalle accuse che l’hanno portato nel carcere di Opera. Un memoriale, spiega il suo legale Roberto Macchia, «che sarà depositato pri­ma o in contemporanea con l’interrogatorio» davanti ai pm la cui data non è stata ancora fissata.