Attualità

Gli editori . «Posta a giorni alterni è contro norme Ue»

Paolo Viana mercoledì 17 giugno 2015
a Commissione europea dovrà esprimersi sul progetto di Poste Italiane di consegnare a giorni alterni la corrispondenza in più di cinquemila comuni italiani, contenuto nel piano industriale della società ed ora al centro di una consultazione pubblica dell’Agcom. Lo chiede in un’interrogazione scritta l’eurodeputato David Sassoli, che adombra una violazione del diritto comunitario e la prospettiva di incorrere in una infrazione. a Commissione europea dovrà esprimersi sul progetto di Poste Italiane di consegnare a giorni alterni la corrispondenza in più di cinquemila comuni italiani, contenuto nel piano industriale della società ed ora al centro di una consultazione pubblica dell’Agcom. Lo chiede in un’interrogazione scritta l’eurodeputato David Sassoli, che adombra una violazione del diritto comunitario e la prospettiva di incorrere in una infrazione. Un pericolo segnalato anche da esponenti del governo italiano, ma che l’amministratore delegato della società, Francesco Caio, non ha voluto prendere in considerazione, sostenendo la necessità di chiudere centinaia di uffici postali, per far tornare i conti della società che il governo vorrebbe privatizzare. Come si sa, il piano Caio prevede il licenziamento dei portalettere e un ridimensionamento del servizio universale di recapito della corrispondenza (finanziato dallo Stato) per il 25% della popolazione italiana. «In seguito alla richiesta all’Agcom da parte di Poste Italiane Spa, di distribuire la corrispondenza a giorni alterni in 5.296 comuni italiani – spiega a tal proposito Sassoli – ho presentato una interrogazione urgente alla Commissione Europea chiedendo se tale richiesta non costituisca una palese violazione dei diritti di cittadinanza, che nega palesemente l’accesso all’informazione quotidiana e penalizza l’accesso a quella periodica». L’eurodeputato Pd è anche vice presidente del Parlamento europeo e ricorda che il piano Caio, interessando anche la consegna dei giornali, «pregiudica il diritto all’informazione di milioni di abitanti». Sassoli sostiene che il piano Caio «viola non solo la Costituzione Repubblicana, ma anche la Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea e diversi articoli e direttive comunitarie» e chiede alla Commissione europea come pensi «di intervenire per garantire ruolo e funzione del servizio postale universale in Italia e, con esso, la regolare distribuzione della stampa quotidiana e periodica in tutto il territorio».L’interrogazione di Sassoli è stata commentata favorevolmente dalla Federazione italiana editori giornali (Fieg), secondo la quale «è necessaria la massima attenzione da parte delle istituzioni europee a garanzia del ruolo e della funzione del servizio postale universale e della regolare distribuzione della stampa quotidiana e periodica in Italia. Il progetto di Poste italiane di recapitare la corrispondenza, e con essa i giornali agli abbonati, a giorni alterni nel 65% dei comuni contrasta infatti con la stessa normativa dell’Ue e non rientra nell’ambito delle deroghe consentite». Il presidente della Fieg, Maurizio Costa, nel commentare l’iniziativa, concorda con l’analisi di Sassoli: «Il progetto proposto contrasta infatti – ha dichiarato – con la previsione del servizio postale universale, di cui Poste italiane è la società affidataria, che garantisce appunto a tutti i cittadini la possibilità di fruire di un servizio di pubblica utilità, indipendentemente da fattori come il reddito o la collocazione geografica, e anche con la direttiva europea sul mercato dei servizi postali che prescrive la distribuzione a domicilio della posta, e quindi dei giornali agli abbonati, almeno cinque giorni lavorativi a settimana». La Fieg chiede pertanto all’Agcom di respingere chiaramente il progetto.