Attualità

Iniziativa sbagliata. Nella canzone sparisce Gesù e compare il Perù. Proteste e scuse

Francesco Dal Mas sabato 30 dicembre 2017

Natività della parrocchia San Girolamo in Mondello, Palermo. Sculture in terracotta realizzate da Francesca Corrao (dal gruppo pubblico Facebook di Avvenire "i vostri presepi" https://buff.ly/2yibSlW )

Gesù fa rima con Perù? Ecco la soluzione. Quel ‘Minuetto di Natale’ che poteva disturbare la sensibilità dei bambini musulmani trovava così modo di essere depurato. Una “bonifica” del linguaggio che la maestra della terza elementare della scuola ‘Beato Odorico’ di Zoppola, vicino a Pordenone, riteneva innocente.

E, infatti, gli innocenti bambini, dopo aver cantato il brano a scuola, ovviamente l’hanno ripetuto davanti ai loro genitori. Alcuni non si sono accorti della correzione, altri sì: quel Perù proprio non ci stava nel testo, non si capiva, era un’aggiunta troppo goffa. Ed il trucco si è subito palesato, chiedendo ovviamente spiegazioni a scuola. Armida Muz, la dirigente dell’istituto comprensivo, è quasi caduta dalle nuvole ed il tonfo è stato pesante quando ha saputo che una delle sue collaboratrici più preparate e sensibili aveva deciso di depurare il linguaggio di ogni riferimento religioso per non turbare i bambini di altre fedi presenti in classe.

Ma attenzione, non erano stati gli scolaretti musulmani a chiedere il colpetto di spugna, neppure i loro genitori. Lo scivolone l’ha fatto l’eccessiva intraprendenza della maestra. Che, resasi conto dello zelo mal riposto, ha chiesto scusa alla propria dirigente ed ha promesso che mai più si permetterà una simile censura. Perché come tale è stata rilevata in paese e nella comunità più vasta dei social.

Infatti la dirigente Muz, dopo aver precisato di non averne saputo nulla, ha confermato di non essere d’accordo con simili scelte, perché «se una canzone contiene il termine Gesù, non la si può modificare» e «se si ritiene che certi tipi di testi possano arrecare disagi a qualcuno, si devono scegliere canzoncine senza determinati riferimenti. Sono dispiaciuta e comprendo chi si è sentito offeso per quanto accaduto». Indignazione nel dibattito politico subito esploso. «La tolleranza e l'apertura verso tutte le culture e le religioni è un patrimonio storico del Friuli Venezia Giulia, ma – ha raccomandato la presidente della Regione, Debora Serracchiani - va posta molta attenzione in tutti quegli atti che potrebbero apparire come una censura delle tradizioni cristiane, alle quali in vario modo fa riferimento un grande patrimonio di valori che si è largamente trasfuso nel sentire collettivo e nelle istituzioni».

Quindi per Serracchiani «appaiono quantomeno fuori luogo iniziative che tendono ad auto sopprimere espressioni tradizionali in cui i cittadini si riconoscono da secoli e che comunque non possono essere in alcun modo lesive della libertà e della sensibilità di alcuno».