Attualità

Alluvione. Genova in ginocchio, danni e polemiche

venerdì 10 ottobre 2014

Un uomo morto e parte della città travolta dall'acqua e dal fango è il bilancio dell'alluvione che questa notte ha colpito Genova, tre anni dopo quella del 2011 che causò la morte di sei persone. Con il consueto corollario di polemiche legate questa volta alla mancata allerta sulla situazione metereologico. Nel corso della notte sono esondati Bisagno, Fereggiano, Sturla e Scrivia. Numerose le auto travolte dalla piena e accataste in mezzo al fango, divelti anche i cartelli stradali. Un uomo di 57 anni, Antonio Campanella dentificato solo stamattina, è stato trovato morto a Borgo Incrociati, probabilmente travolto dalla piena del torrente Bisagno. Era un infermiere. L'uomo, secondo quanto appreso, era residente nella zona di Brignole e stava rientrando a casa. Allagate le zone di Brignole e Marassi. In via XX Settembre i negozi sono stati invasi dall'acqua. Il traffico è stato chiuso alla Foce, a Brignole, in via XX Settembre, a San Fruttuoso, Marassi e Quezzi. Nella zona di Marassi sono saltate le corso della notte le linee telefoniche. A Montoggio, nell'entroterra tre persone sono state tratte in salvo dalla furia dell'acqua. In alcune zone l'acqua del torrente è arrivata ad un'altezza di un metro e ottanta. Paura per una trentina di famiglie rimaste isolate in zona Molassano, che sono state poi trasferite al sicuro in un campo nomadi. I residenti del quartiere del Fereggiano hanno aggredito e insultato gli agenti della polizia municipale e i tecnici della Protezione civile nel quartiere per verificare il colmo di piena del torrente. Oggi, per disposizione del Centro Operativo della Protezione Civile, i mercati all'aperto sono sospesi in tutta la città, sia per non arrecare intralcio alle squadre d'intervento sia perché non si può escludere il ripetersi di piogge di notevole intensità. Chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado. La situazione meteorologica resta grave con piogge insistenti sia pure di minore intensità rispetto a ieri. "Tra Savona e le Cinque Terre è estremamente critica" afferma l'Arpal che sta monitorando l'insorgere delle perturbazioni che si stanno creando in mare, al largo di Genova. Le perturbazioni potrebbero tornare a colpire con grande intensità la città e in particolare la zona del Bisagno. Allerta di livello due sino a mezzanotte nelle province di Savona e di Genova.

Dopo il dramma arrivano le polemiche, scoppiate con l'alba e la conta dei primi danni. A fare la prima mossa il sindaco di Genova, Marco Doria, che sottolinea: "L'allerta non ci è stata comunicata". Per Doria "non doveva essere il Comune a lanciare l'allarme meteo, dopo cinque giorni di pioggia. E il Comune di Genova, in assenza di una allerta meteo, aveva comunque alcune pattuglie sul territorio per monitorare la situazione". L'Arpal rintuzza il sindaco: "ci sono sei celle temporalesche in avvicinamento. È il momento di agire, non di far polemiche". Il mancato allarme sarà al vaglio degli inquirenti nell'inchiesta annunciata dal procuratore di Genova, Michele Di Lecce, che insieme al pm, Gabriella Dotto, aprirà un fascicolo per omicidio colposo e disastro colposo a carico di ignoti. Polemico anche il governatore della Liguria, Claudio Burlando, che ha sottolineato come "la rabbia non derivi dal fatto che non si riesca sempre a prevedere cosa accadrà, ma dai tre anni di stop forzati ai lavori per la messa in sicurezza del torrente Bisagno. Ci sono state tre sentenze amministrative che hanno paralizzato l'intervento. E ora ne paghiamo le conseguenze". Non si sono fatte attendere le reazioni del governo: il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha fatto sapere di essere in costante contatto con il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, per monitorare la situazione di Genova. In mattinata c'è stato anche un punto telefonico con il sindaco Doria e con il presidente della Liguria Burlando. Per il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, l'alluvione "ripete oggi con un'altra vittima, il lutto del 2011, con un evento 'fotocopià". Il ministro conclude: "I lavori per la messa in sicurezza del Bisagno, con 35 milioni già stanziati e pronti da spendere, sono rimasti bloccati per tre anni a causa di un contenzioso presso la giustizia amministrativa". In città, intanto, atti di sciacallaggio e immediata risposta delle forze dell'ordine: quattro sciacalli, sorpresi a rubare in negozi alluvionati del centro, sono stati arrestati: saranno processati per direttissima.