Attualità

Il caso. Lombardia e famiglia, la scelta e le polemiche

Daniela Fassini mercoledì 2 luglio 2014
La festa sulla famiglia “naturale” che sarà presto istituita dalla Regione Lombardia, approvata con una mozione del centrodestra dal consiglior regionale, dopo una settimana di eventi, mostre e sfilate organizzate a Milano nell’ambito della Milano Pride Week, non piace alle comunità gay. E così, dopo la protesta scritta con tanto di comunicato diffuso dalla segreteria nazionale, oggi la decisione di “boicottare la Lombardia”. L’Arcigay invita le comunità internazionali Lgbt a boicottare tutti gli eventi, a partire dal prossimo salone del mobile fino al tanto atteso Expo del 2015, organizzati sul territorio lombardo. “Deve crollare l’economia della regione – attacca Marco Mori, presidente di Arcigay Milano – tutti devono sapere che in Lombardia il cittadino omosessuale è considerato un cittadino di serie B”. La mozione a favore della famiglia naturale approvata dal Consiglio regionale parte dalla premessa che "la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna rappresenta l'istituzione naturale aperta alla trasmissione della vita, è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto a essere protetta dalla società e dallo Stato e una comunità di affetti e di solidarietà in grado di insegnare e trasmettere valori culturali, etici, sociali, spirituali e religiosi". Il documento impegna inoltre la Giunta a chiedere al governo di non applicare il Documento standard per l'educazione sessuale in Europa, redatto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e ad attuare in pieno il cosiddetto "Fattore Famiglia Lombardo", provvedimento che il Nuovo Centro Destra ha voluto con tutte le sue forze inserire nella mozione.