Attualità

Le nomine. Gabrielli capo della polizia, Pansa al Dis

VINCENZO R. SPAGNOLO sabato 30 aprile 2016
«Esperienza, professionalità, affidabilità, conoscenza profonda delle istituzioni e dei gangli vitali della sicurezza del Paese, sono qualità preziose, tanto più in un momento di preoccupazione quotidiana per le minacce jihadiste, per la lotta alla corruzione e per l’emergenza migranti dalla Libia...». Così, a tarda sera, quando le decisioni sulle nuove nomine sono state rese note, una fonte qualificata in materia di security offre alcune chiavi di lettura delle decisioni adottate dal governo nella designazione dei nuovi vertici dei servizi d’intelligence e di Polizia, Guardia di Finanza e Marina militare.  A comunicare i nomi, poco dopo le 20, è stato il premier Matteo Renzi in persona: il prefetto di Roma Franco Gabrielli è il nuovo capo della Polizia e direttore generale della Pubblica sicurezza e succede al prefetto Alessandro Pansa che va a guidare il Dis, il Dipartimento che coordina i due servizi segreti italiani, diretto fino a ieri dall’ambasciatore Giampiero Massolo; ad avvicendare il generale dell’Arma Arturo alla guida dell’Aisi, l’intelligence interna, va il generale dell’Arma Mario Parente, fino a ieri numero due dell’Aise e già comandante del Ros dei Carabinieri; Giorgio Toschi, già vicecomandante della Guardia di Finanza, diventa comandante generale, succedendo a Saverio Capolupo, destinato a diventare consigliere di Stato; l’ammiraglio Valter Girardelli, attuale capo di gabinetto del ministro della Difesa, è il nuovo capo di stato maggiore della Marina militare, al posto dell’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, in scadenza di mandato e di recente indagato in un filone dell’inchiesta di Potenza sul petrolio. Infine, Carmine Masiello, generale dell’Esercito e stretto collaboratore del capo di Stato maggiore della Difesa Graziano, è il nuovo consigliere militare del presidente del Consiglio.«Nessun amico a capo dei Servizi». Renzi rivendica la serietà nel decidere: «Abbiamo scelto un metodo, facendo le nomine tutte insieme. E inoltre abbiamo scelto di farle per solo due anni, perché siamo persone serie e nel 2018 si voterà per eleggere un nuovo governo», ha detto il presidente del Consiglio; e prima che le nomine fossero fatte, «il sottosegretario Marco Minniti le ha comunicate alle opposizioni ». Al premier non sono piaciute le ricostruzioni di alcuni giornali: «Avevo letto una ridda di nomi che francamente non trovavano riscontro, come se io dovessi mettere qualche amico a capo dei Servizi». La politica, aggiunge Renzi, «rivendica la necessità di fare le nomine, ma col criterio della trasparenza totale, perché si tratta di nomine totalmente istituzionali, non ci sono cordate... In un Paese civile è normale, per le nomine di alti vertici istituzionali, cercare personalità di comprovata esperienza, che siano militari o dell’intelligence». Condivisione istituzionale. Ieri pomeriggio, le nomine di Pansa e Parente erano state già approvate dal Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica, le altre sono state varate dal Cdm. Giovedì sera, secondo fonti parlamentari, il premier si sarebbe inoltre confrontato, in un incontro al Quirinale, col capo dello Stato Sergio Mattarella, che presiede il Consiglio supremo di Difesa. Nei giorni scorsi, indiscrezioni – che ora perdono di significato – avevano ipotizzato una presunta diversità di vedute fra Palazzo Chi- gi e il Colle rispetto alla nomina del nuovo comandante della Guardia di Finanza, con un ballottaggio fra Toschi e il generale Luciano Carta, comandante dei reparti speciali. Un flatus vocis riportato da alcuni media, ma rispetto al quale non è giunta alcuna conferma. «Carrai? Verrà nel mio staff». Renzi non ha gradito le polemiche dei giorni scorsi sull’indicazione di Marco Carrai, esperto di sicurezza informatica, per un incarico a Palazzo Chigi in materia di cyber security. La sua designazione, per la quale il premier non necessita dell’avallo del Cdm, è stata rinviata alla prossima settimana: «È un mio amico, come tante persone che lavorano nel mio staff – afferma Renzi –. Gli ho chiesto di darmi una mano nel settore dei big data ». Carrai diverrebbe un «collaboratore pro tempore» del premier, che lamenta la «confusione» con cui la vicenda è stata descritta dai mass media: «Spero che lui non abbia cambiato idea. Io no, vorrei che venisse». Il nodo del prefetto di Roma. Nelle prossime settimane, il governo individuerà il nuovo prefetto di Roma, che succederà a Gabrielli. Un posto chiave da colmare, col Giubileo in corso e con tutte le problematiche che una città come la Capitale comporta: fra i nomi in lizza, ci sarebbero quelli dei prefetti Francesco Paolo Tronca, attuale commissario del Campidoglio, e Bruno Frattasi. Nel frattempo, Gabrielli traslocherà al secondo piano del Viminale: toscano di Viareggio, 56 anni, sposato e padre di tre figli, è in Polizia dal 1985. Esperto di antiterrorismo (ha guidato gli uomini che arrestarono i brigatisti responsabili degli omicidi di Massimo D’Antona, Marco Biagi e del sovrintendente della polizia Emanuele Petri), è stato anche direttore dell’Aisi e capo della protezione civile. Curriculum eccellente anche per Pansa, di Eboli (Salerno), 65 anni a giugno e in Polizia dal 1975. Esperto investigatore antimafia, come il suo ex 'collega' Gianni De Gennaro passa da capo della Polizia a direttore del Dis.